Sei migranti su dieci chiedono asilo a Berlino. Solo l’8% sceglie l’Italia

La solidarietà tra i Paesi europei resta un concetto vuoto. I (timidi) segnali positivi che erano arrivati negli ultimi due mesi del 2016 sul fronte della redistribuzione dei richiedenti asilo si sono subito interrotti a gennaio. E ora la Commissione, per la prima volta, minaccia sanzioni.

A un anno e mezzo dall’inizio del piano, solo 11.966 richiedenti asilo sono stati redistribuiti da Italia (3.200) e Grecia (8.766). Meno di 1.700 nel gennaio 2017, ben lontano dall’obiettivo mensile di 3.000 fissato dalla Commissione. Stesso discorso per i reinsediamenti dei rifugiati che si trovano in Giordania, Libano e Tunisia: solo 13.968 sono stati accolti in Europa. L’obiettivo era di arrivare a 22.504. Il vice-presidente Frans Timmermans, olandese, ha ribadito che in questo momento è necessario continuare a fare una «pressione politica» su chi non rispetta gli impegni (Austria, Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca su tutti) anche da parte degli stessi governi.

Il tema era finito sul tavolo del Consiglio europeo di dicembre. Non è bastato e se ne riparlerà al summit del 9-10 marzo. Dopodiché, se nulla cambierà, Timmermans ammette che la Commissione potrebbe aprire delle procedure. Un cambio di linea significativo, visto che finora il suo collega Dimitris Avramopoulos aveva rinviato eventuali «punizioni» a settembre, alla scadenza del piano.

Ma ogni giorno atteso è un giorno perso, perché – nonostante l’accordo con la Turchia che nel marzo scorso ha chiuso la rotta balcanica – nel 2016 sono state presentate 1.236.325 richieste di asilo nei Paesi Ue. Vero, si tratta di un 9% in meno rispetto al 2015, ma l’onere continua a essere scaricato solo su pochi Stati. Secondo il rapporto annuale dell’Easo, l’Agenzia europea per l’asilo, la stragrande maggioranza delle richieste di protezione internazionale è stata presentata in Germania (60,5%), seguita da Italia (8,4%) e Francia (6,1%).

Al primo posto tra i richiedenti asilo ci sono i siriani (26% del totale), seguiti da afghani (14%) e iracheni (10%). Per la maggior parte di loro, la destinazione preferita è proprio la Germania. Idem per chi fugge dal Pakistan, anche se molti scelgono l’Italia. Il nostro Paese è il principale punto d’approdo per i nigeriani: gli arrivi nel 2016 (48.705) sono aumentati del 54%. Gli analisti dell’Easo hanno notato anche un forte incremento di richieste d’asilo da parte di cittadini iraniani (+47%), che puntano principalmente alla Germania e al Regno Unito. Un dato curioso riguarda i flussi di migranti dall’Albania (31.553 quelli che hanno fatto domanda di protezione internazionale): l’Italia non è più la meta preferita, visto che al primo posto ci sono Francia e Germania.

Ovviamente non tutte le richieste vanno a buon fine: solo il 57% ottiene lo status di rifugiato o la protezione sussidiaria. Il numero di domande accettate, però, segna un aumento considerevole rispetto agli anni precedenti (nel 2015 era il 49%). Dall’ufficio dell’Easo, che ha sede a Malta, fanno notare che la variazione è legata alla composizione nazionale dei richiedenti asilo: per i siriani va a buon fine il 98% delle richieste, per gli eritrei il 92% e per gli iracheni il 61%. Più difficile ottenere la protezione per gli afghani, nonostante la situazione ancora molto instabile nel Paese: solo il 37% ci riesce, gli altri vengono considerati e trattati come «irregolari».

fonte: LASTAMPA.it

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