A Bologna ancora scontri tra antagonisti e forze dell’ordine

Terzo giorno di proteste, secondo giorno di scontri con le forze dell’ordine. E piazza Verdi, il cuore della zona universitaria di Bologna, si spacca in quattro parti. Il rettorato che ha installato un nuovo sistema di controllo degli ingressi nella facoltà di Lettere al civico 36 di via Zamboni da una parte; i collettivi che si oppongono ai tornelli e chiedono accesso libero in biblioteca in strada con fumogeni e petardi; le forze dell’ordine che su richiesta dell’università giovedì hanno provveduto a sgomberare con la forza la biblioteca occupata dagli antagonisti; e – da oggi – gli studenti “normali” che lanciano la petizione “Dissociazione dall’operato del Collettivo Universitario Autonomo” e in poche ore raccolgono 4 mila firme.

A qualche centinaio di metri il sindaco Virginio Merola che stigmatizza la protesta: “La storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa. Lo diceva Karl Marx e viene da ripeterlo oggi nel leggere sia i resoconti dell’assurda protesta inscenata ancora una volta dal collettivo Cua”. Questa mattina, dopo l’assemblea degli studenti in via Zamboni, il Cua e qualche altra sigla di antagonisti ha promosso un corteo che ha sfilato tutto il pomeriggio – dalle 16,30 alle 20 circa – per il centro di Bologna. A metà della manifestazione, i giovani (un migliaio circa) si sono diretti verso il rettorato di via Zamboni. Qui sono stati fermati dagli agenti di polizia con una carica: tre manifestanti sono stati portati in questura. Il corteo è ripartito bloccando la circolazione sui Viali verso la stazione ferroviaria nell’ora di punta, prima di rientrare alla volta dell’università passando da via Indipendenza. “36 libero Coccia e Ubertini fuori da Bologna” è il cartello usato dai collettivi contro il rettore Francesco Ubertini e il questore Coccia, contro i quali hanno urlato cori e offese e la richiesta di dimissioni. “Fuori gli sbirri dalla biblioteca” e “Arma Mater Studiorum” sono alcuni degli slogan più utilizzati durante il pomeriggio di proteste.

“Le abbiamo provate tutte – ha commentato il prorettore vicario, Mirko Degli Esposti -. Certamente è brutto e vogliamo che non succeda più. Dispiace per gli studenti inconsapevoli che si sono trovati lì” durante lo sgombero della biblioteca di Lettere. “E’ una scelta che rifaremo. Faremo di tutto perché non si verifichino di più queste situazioni. Non possiamo permettere che nostri edifici siano gestiti in maniera incontrollata da gruppi di persone che vogliono dettare le regole”. Ancora più clamore il “distinguo” arrivato da migliaia di studenti, contro le proteste sui tornelli. “Alla luce di quanto accaduto di recente in Via Zamboni 36, per questo ed altri atti vandalici perpetrati dal Cua a danno dell’Università – si legge nella petizione su Change.org – noi studenti scegliamo di dissociarci dalle azioni del collettivo in segno di critica e di protesta. Supportiamo le istituzioni dell’Ateneo e attendiamo che vengano presi dei provvedimenti nei confronti dei responsabili dei danni ai quali l’università ha assistito”. In serata, gli antagonisti si sono fermati tra piazza Verdi e via Zamboni, a pochi metri dallo sbarramento imposto dalle forze dell’ordine. Lì qualcuno ha continuato a intonare canti e cori. In attesa della prossima protesta già annunciata per domani, sabato, pomeriggio.

fonte: askanews.it

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