Ernst Haeckel: la fusione di scienza e arte in un biologo romantico

Esattamente 183 anni fa nasceva un personaggio straordinario, e al tempo stesso controverso, che ha segnato profondamente il campo della biologia. Ernst Heinrich Haeckel fu un naturalista, uno zoologo, un biologo ma anche un filosofo e un artista tedesco. Una figura a tutto tondo che vogliamo raccontare perché personaggi come lui hanno concretizzato le basi delle scienze naturali moderne e, al contempo, unito la propria passione per la conoscenza scientifica con quella per l’arte.

Il giovane Haeckel cresce nella Prussia romantica, in un ambiente colto e benestante. Dal padre, appassionato di Goethe, erediterà l’interesse per l’esplorazione e la filosofia, dalla madre l’amore per l’arte e la pittura naturalistica. Le sue origini saranno fondamentali per l’elaborazione della sua concezione filosofica e naturale. Durante l’adolescenza studia le scienze naturali e raccoglie campioni ed erbari nel corso delle escursioni che ama fare nei boschi, il tutto senza mai smettere di dipingere.

Avrebbe desiderato seguire l’interesse crescente per la botanica e l’arte ma venne spinto dalla famiglia ad intraprendere i più rassicuranti studi di medicina. Per sua fortuna, all’epoca, il medico era una figura meno specializzata, come diremmo oggi. Il percorso didattico per la professione medica prevedeva anche lezioni di zoologia e botanica, di anatomia comparata e mineralogia.

Il secolo XIX, in cui Haeckel trascorre gran parte della sua vita, è rivoluzionario per la medicina grazie a molte importanti scoperte scientifiche e tecniche. Viene identificata la cellula come unità biologica elementare, la faccenda entusiasma gli animi del giovane medico che ben presto divenne assistente di Rudolf Virchow, un vero pioniere nel campo dell’igiene e della patologia cellulare.

Il mondo dell’infinitamente piccolo lo attrae come scienziato, come artista e come filosofo.

Alcune delle tavole di Haeckel. Egli divenne conosciuto anche al di fuori del mondo della scienza per i suoi fantastici disegni di piante e animali estremamente ricchi di dettagli.

Ottenne la cattedra di zoologia all’università di Jena ed iniziò un percorso di ricerca scientifica e artistica che lo portò a scoprire, descrivere e ritrarre tantissime specie. La vena artistica e quella dello scienziato si mescolarono in un mix unico: la classificazione delle specie viventi viene esaltata dalla realizzazione di decine di straordinarie tavole illustrate. Pubblicò la sua Monografia sui Radiolari, piccoli protozoi dallo scheletro siliceo, che lo rese uno zoologo molto conosciuto.

Seguiranno tante altre tavole raffiguranti organismi marini, piante, uccelli, anfibi, insetti, che verranno raccolte nel celebre Kunstformen der Natur (Le Forme d’Arte della Natura). Sono sicura che riconoscerete le immagini, sono famosissime.

Se è vero che all’epoca parte del lavoro dei biologi consisteva nel riprodurre raffigurazioni dei loro oggetti di studio che fossero di supporto alle descrizioni delle specie, è pur vero che le opere del naturalista tedesco si distinguono per lo stile caratteristico e la dovizia di particolari. Haeckel vive in un momento in cui si respira una particolare vicinanza tra biologia ed estetica, le scienze modificano la percezione filosofica della bellezza che si ritrova, finalmente, anche nella geometria delle creature degli abissi. La sua visione poetica ed estetica della natura traspare nei colori e nei tratti delle sue tavole.

Nonostante ci fu un breve momento della sua vita in cui fu indeciso su quale carriera proseguire, se quella artistica o quella scientifica, optò per la seconda, che pure gli lasciava ampio spazio per le divagazioni artistiche.

Rimase folgorato dalla lettura della prima edizione tedesca de L’Origine delle Specie di Darwin e divenne un fervente sostenitore della teoria dell’evoluzione. All’epoca le università erano piuttosto conservatrici e riluttanti ad accettare una teoria moderna come quella darwiniana. Haeckel ha promosso la diffusione dello scritto darwiniano in Germania e stimolato la discussione fra professori e studenti.

Il contributo di Haeckel nel campo della biologia è grande; ha scoperto e descritto migliaia di nuove specie, mappato alberi della vita, coniato molti termini fondamentali tutt’oggi utilizzati nelle scienze della natura. Parole come ecologia (definita come studio dell’economia della natura e delle relazioni degli animali con l’ambiente organico e inorganico) o filogenesi sono dei suoi neologismi.

Fu anche il primo a dividere il Regno animale in organismi unicellulari e pluricellulari. È noto anche per la teoria del carbonio per spiegare l’origine della vita eliminando concettualmente la barriera teorica tra organico e inorganico. Il carbonio, grazie alle sue proprietà elementari e i suoi composti, diviene per il biologo il punto di partenza per l’origine della vita.

Sicuramente, però, Haeckel è passato alla storia della scienza per la teoria della ricapitolazione. Avete mai sentito dire che l’ontogenesi ricapitola la filogenesi? La frase riassume la sua teoria, elaborata durante i suoi studi sugli embrioni. L’idea nasce dall’osservazione degli stadi di sviluppo di un singolo organismo (ontogenesi). La teoria della ricapitolazione sostiene che tale sequenza degli stadi ripercorra, sostanzialmente, l’evoluzione di tutta la specie (filogenesi).

Tavola di Haeckel con disegni comparativi tra lo sviluppo embrionale di diverse specie tratta da Anthropogenie, oder, Entwickelungsgeschichte des Menschen (Antropogenia, o storia dell’evoluzione umana).

Haeckel è stato, quindi, il primo a formulare un’ipotesi riguardante il passaggio dalla condizione unicellulare a quella pluricellulare. La chiamò teoria biogenetica fondamentale in quanto comprensiva della storia dell’evoluzione organica: l’ontogenesi e la filogenesi sono intimamente connesse attraverso i fenomeni dell’ereditarietà e dell’adattamento. Si tratta di una connessione tra un evento irripetibile come quello filogenetico ed uno ripetibile, l’ontogenesi, che invece è parte della nostra conoscenza empirica. Il tutto visto sotto l’abbagliante luce dell’evoluzione.

Egli era consapevole delle lacune e degli errori della teoria che fu da lui stesso superata e ritenuta non completa. Il valore di quello che l’immagine qui sopra trasmette irrimediabilmente, ossia che l’origine filogenetica sia comune a tutte le specie animali, uomo compreso, è, tuttavia, enorme.

Dal punto di vista filosofico Haeckel sosteneva che sostanza e spirito sono un tutt’uno, parti di un’unità che rende manifesto il mondo, attraverso una ciclica ed eterna evoluzione. Sull’unione di materia ed energia fonda un suo sistema filosofico, il monismo. La sua visione non è di stampo né materialistico né spiritualistico, è stata definita “panteismo ateistico”. Per chi volesse approfondire questo ed altri aspetti dell’eredità della straordinaria figura di Haeckel consiglio la lettura (in italiano) di un’interessante tesi di laurea che ho trovato su Pikaia.

Quando, all’inizio, l’ho definito come un personaggio controverso mi riferivo più all’uso che è stato fatto delle sue teorie che al suo pensiero. La sua affermazione “la politica è biologia applicata” ha dato l’appiglio alla propaganda nazista per promuovere razzismo e darwinismo sociale. Senza contare che la teoria della ricapitolazione fu sfruttata per dimostrare la  presunta superiorità della razza ariana in base ad una visione direzionale dell’evoluzione. Il monismo stesso, in un certo senso, invitava ad un culto misterico naturalistico rivisto in chiave evoluzionistica.

Facendo ricerche per questa puntata mi sono stupita nello scoprire che alcuni desiderano eliminare il contributo di Haeckel dai libri di testo dal momento che la teoria della ricapitolazione è stata superata. Sono d’accordo sul fatto che si tratti di una teoria non più attuale ma, proprio come tale, andrebbe trasmessa.
Molte teorie nel corso della storia della scienza sono state superate ma continuano ad essere insegnate perché facenti parte di un percorso, quello della conoscenza umana, che non dovrebbe mai essere dimenticato.

La cellula non agisce; reagisce. (Ernst Haeckel)

Serena Piccardi

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