Molecole organiche sulla superficie di Cerere

La caccia a forme di vita biologica, e tracce di materiale organico nel nostro sistema solare, è uno dei capitoli più importanti e affascinanti dell’astronomia (o bioastronomia), destinato a riservare ancora molte sorprese. Una di queste è arrivata in questi giorni grazie ad un team di scienziati italiani, e ad un sofisticato apparato che si trova sulla sonda della NASA “Dawn”, lanciata nel settembre 2007 con un razzo Delta II da Cape Canaveral, in Florida, e da due anni in orbita attorno al grande asteroide. Grazie alle osservazioni dello spettrometro VIR, fornito dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) sotto la guida dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, sono state individuate tracce di materiale organico, in gran parte costituito da composti alifatici (cioè composti chimici le cui molecole sono composte da una catena aperta di atomi di carbonio) sulla superficie di Cerere, l’asteroide più grande tra quelli che popolano la fascia principale del Sistema solare, tanto da essere considerato come “pianeta nano”.

Il team di ricercatori che hanno effettuato la scoperta, è coordinato da Maria Cristina De Sanctis dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF): «Mai prima d’ora avevamo avuto una tale evidenza della presenza di molecole organiche alifatiche su un corpo celeste oltre la Terra da dati di missioni spaziali» – spiega Maria Cristina De Sanctis, prima autrice dell’articolo che descrive la scoperta, pubblicato nell’ultimo numero della rivista Science – «Per questo la scoperta è importante: il nostro gruppo, che vede coinvolti molti colleghi dell’INAF, ha scoperto in modo inequivocabile su una ampia area della superficie di Cerere, pari a circa mille chilometri quadrati, la presenza di materiale organico. Questi composti possono essere considerati i ‘mattoni’ che costituiscono molecole legate a processi biologici». Il materiale organico è stato individuato in una ampia regione di Cerere in prossimità del cratere Ernutet.

Il materiale è distribuito in gran parte in prossimità del cratere ma anche in piccole aree più distanti. Le osservazioni dello spettrometro VIR sono state condotte durante una serie di passaggi nei quali il veicolo spaziale automatico “Dawn” si è trovato ad altezze comprese tra 4.300 e 385 chilometri dalla superficie. Secondo i ricercatori le possibili cause della notevole concentrazione di materiale organico rinvenuto nella regione del cratere Ernutet riguardano l’impatto sulla superficie di Cerere di un corpo celeste ricco di tali composti o la formazione di molecole organiche direttamente sul pianeta nano. Gli scienziati però sono più indirizzati alla teoria che i composti rinvenuti sarebbero il risultato di processi chimici innescati da attività idrotermale: «L’importanza di questa scoperta è data dal fatto che la superficie di Cerere è particolarmente ricca di fillosilicati, che sono sostanzialmente argille, composti ammoniati e anche ghiaccio d’acqua in abbondanza» – aggiunge la De Sanctis. «Non solo. In una zona di Cerere è stata riscontrata la più consistente distribuzione di carbonati al di fuori della Terra. Tutte caratteristiche che creano un ambiente favorevole a sostenere il possibile sviluppo di una chimica prebiotica su questo pianeta nano».

«Lo spettrometro italiano VIR, fornito da ASI e realizzato dall’industria italiana sotto la guida del Team INAF/IAPS, è una strumentazione di eccellenza a bordo della missione Dawn” – aggiunge Barbara Negri, responsabile ASI dell’Esplorazione e Osservazione dell’Universo – “L’Italia ha un’esperienza più che ventennale su questo tipo di strumentazione scientifica largamente usato per le missioni di esplorazione del sistema solare; la scoperta della presenza di molecole organiche sulla superficie di Cerere rappresenta un’ulteriore conferma della leadership italiana in questo campo». La sonda Dawn, prima di raggiungere Cerere nel marzo 2015, aveva esplorato nel 2011 un altro grande asteroide, Vesta, dopo un viaggio nel sistema solare di quasi 3 miliardi di chilometri e un consumo di soli 253 chilogrammi di propellente.

fonte: LASTAMPA.it

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