Dagli anni 2000 ad oggi: la moda-corpo

La figura femminile durante il Novecento (abbiamo analizzato la moda e la sua evoluzione partendo dagli anni ’50), ha subito negli anni continue modifiche, si può quindi comprendere l’importanza con cui la moda ha lavorato sul corpo umano, vestendolo di contenuti fino a modificarne anche la silhouette. Verso gli inizi del ‘900 il corpo femminile era segnato dall’uso del bustier, croce e delizia imposta per avere seni appariscenti, un vitino da vespa e fianchi larghi secondo il gusto estetico del tempo, ma anche strumento di pura tortura tanto da  causare lo spostamento degli organi interni tra stomaco e petto, causa di continui svenimenti; le stecche di balena infatti con cui era costruito, impedivano movimenti più dinamici, un sano modello di vita e ad una respirazione corretta. Nel 1905, il sarto francese Paul Poiret intuì l’importanza di eliminare il bustier e disegnò per le donne una silhouette più morbida, ma soltanto negli anni ‘20, la figura femminile cambiò radicalmente, non più seni abbondanti, ma piccoli, i fianchi stretti, divenne infatti in auge la famosa garçonne, la cui figura sottile e magra venne accentuata dal taglio dei capelli, corti e a caschetto. La garçonne fu descritta bene nella moda di Coco Chanel, rivoluzionaria stilista dell’epoca che introdusse l’uso dei pantaloni e abbandonò la linea ottocentesca a clessidra a favore di una linea più moderna e androgina. Siamo quindi di fronte a due trasformazioni del corpo in un solo ventennio, ma non solo quello femminile, cambiò anche quello maschile. L’abbigliamento borghese abolì l’uso della redingote e delle ghette introducendo l’uso di giacche, gilet e pantaloni tenuti stretti in vita dalla cintura, costringendo l’uomo a modificare la morfologia del corpo. Una linea più longilinea diventò un valore aggiunto e fece aumentare il disprezzo e guardare con sospetto alle silhouette maschili molto curvilinee. Il primo dopoguerra, la seconda guerra mondiale e il secondo dopoguerra, con i loro eventi traumatici, trasformarono profondamente la prima parte del secolo e verso gli anni ’50 si ebbe finalmente una rinascita. La donna ebbe voglia e desiderio di giocare ed enfatizzare le sue forme, così nacquero le maggiorate, stereotipi di bellezza come Marilyn Monroe, Anita Ekberg, Gina Lollobrigida, Sophia Loren, per citare le più famose, ma di colpo questa tendenza venne poi superata dalle lotte femministe degli anni ‘60 e 70 per poi tornare nuovamente con le top model degli anni ‘80-‘90, simbolo di perfezione estetica e di riferimento culturale valido per tutte, con il conseguente aumento dell’ossessione verso la cura spasmodica del corpo da costruire grazie alla palestra e alla nuova moda della chirurgia estetica!

(una veloce carrellata della moda dagli anni ’30 agli anni ’90)

 La moda negli anni 2000 

Con l’arrivo dell’anno 2000 siamo testimoni di una trasformazione radicale del mondo; attraverso infatti la globalizzazione, l’innovazione tecnologica, le ultime scoperte scientifiche, la percezione della nostra vita e dell’universo che ci circonda cambia improvvisamente. Tutto tende a mutare alla velocità della luce, il nostro telefono diviene un computer portatile ed internet invade le nostre case e la nostra vita, possiamo quindi essere contemporaneamente qui e dall’altra parte del mondo e questo ci dà la sensazione di vivere in un Matrix, in un CYBERSPAZIO… in questo momento ad esempio io sto parlando con tutti voi… « Matrix è ovunque. È intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L’avverti quando vai a lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità. »

Siamo perennemente coinvolti nell’equazione reale/irreale-autenticità/finzione e in tutto questo  la moda risponde agendo sul corpo umano lavorando sulla forma e sul volume degli abiti modificando addirittura il nostro aspetto, agendo sulla sottrazione o sull’addizione del volume o attraverso l’uso dei posticci, dei veri e propri “corpi aggiunti”, ma non si limita solo a questo, la vera tendenza di questi anni è inserire il posticcio all’interno del corpo umano, protesi ed altro che alterano o delle volte stravolgono la fisionomia originaria. Siamo dunque di fronte all’era della trasformazione, della metamorfosi, della cyberg mania dove il centro di interesse non è la persona, ma il nostro corpo, la nostra immagine esteriore.

Il bombardamento mediatico in questi anni, tende ad azzerare la bellezza della diversità e costringe le donne ad un continuo auto-monitoraggio del proprio fisico e ad assurde diete. Questa ossessione per la magrezza sfocia molte volte nella anoressia e nella bulimia e nel 2007, Isabelle Caro, la modella francese morta nel 2010 vittima di una malattia durata 15 anni, prima di morire, diviene  testimonial nella campagna choc lanciata da Oliviero Toscani per sensibilizzare l’opinione pubblica italiana sul dramma dell’anoressia, malattia che intrappola ancora oggi tante ragazze.

Per quanto riguarda la moda dal 2000 sino ad oggi, si può parlare di un vero “mix-and-match” di influenze passate e nuove tendenze. Gli stilisti si divertono ad accostare pezzi classici, a quello sportivi, le divise dei giocatori di rugby ad esempio divengono di tendenza, le t-shirt sopra l’ombelico alla Britney Spears fa impazzire le più giovani che mostrano disinibite l’ombelico su jeans dal taglio a vita bassa rigorosamente anni ’70.
Di moda anche le romantiche gonne in tulle, moda rispolverata anche oggi sulle ultime passerelle e come dimenticare il look emo?
Una divisa fatta di pantaloni militari, braccialetti a profusione, cinture borchiate, t-shirt bicolori e chiodo di pelle nera. Gli outfit sfoggiati nel film “Sognando Beckham” costituiscono poi il simbolo assoluto del perfetto look anni 2000 da sfoggiare durante le serate in discoteca: top scollatissimi, jeans a vita bassa e finta pelle che richiamano lo stile delle Spice Girls, fatto di canottiere a strati, di top sportivi, di moda alla cowgirl, lo stile militare, delle minigonne e dei pantaloni lucidi! Parola d’ordine diviene mostrarsi belli piacenti e sentirsi come delle vere star! Si vive costantemente come se l’occhio del grande fratello ci spiasse per cui è bene mostrarsi sempre in forma, perfetti, vincenti. Big Brother is watching you!

(a sinistra: Donatella Versace ieri e oggi – a destra: Madonna oggi)

(Nel 2000 gli interventi di chirurgia estetica negli Stati Uniti sono stati 1,9 milioni, cifra rispetto alla quale il 2014 segna una flessione del 12%. Sempre nel 2000, i trattamenti mini-invasivi sono stati 5,5 milioni. Al confronto di questo numero, la performance del 2014 vede un aumento del 154%)

Kim Kardashian un’icona di stile per molte donne di oggi, è la secondogenita della famiglia Kardashian (nota grazie ad un programma televisivo negli States), è stata l’apripista tra gli interventi innegabili, rinoplastica, botox su fronte, zigomi e area naso-labiale, filler alle labbra, e perfino laser all’attaccatura della fronte, per rimuovere definitvamente i capelli in ricrescita. Peeling e trattamenti avanzati di skincare non si contano più e l’arte del “contouring“, il makeup che gioca con luci e ombre sul viso, fa tutto il resto.

Il programma va ancora in onda (siamo alla decima stagione) ha portato Kim alla fama e successo già a soli otto anni. Ad oggi Kim e le sue sorelle hanno conquistato una larga fetta del ricchissimo mercato dei social network e dato che le sorelle Kardashian/Jenner sono tutto fuorché sprovvedute, li stanno sfruttando nel migliore dei modi. Basti pensare che loro occupano la top 10 degli account più seguiti su Instagram (Kim è prima, Kendall è settima, Kylie è ottava, Khloè è decima), come dire infondo basta un chirurgo per diventare famosi!

Eleonora Riccio

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