Corte Ue: Stati non obbligati a dare visti umanitari. L’Ungheria dà il via libera detenzione sistematica per i migranti

«Gli Stati membri non sono tenuti, in forza del diritto dell’Unione, a concedere un visto umanitario» ai profughi che «intendono recarsi nel loro territorio con l’intenzione di chiedere asilo, ma restano liberi di farlo sulla base del rispettivo diritto nazionale». Così una sentenza della Corte Ue, secondo cui «il diritto Ue stabilisce solo le procedure e i requisiti per il rilascio dei visti di transito o per soggiorni previsti sul territorio degli Stati membri della durata massima di 90 giorni».

E intanto proprio oggi arriva il via libera a grande maggioranza da parte del Parlamento ungherese alla reintroduzione della detenzione sistematica per i migranti che giungono nel paese. La misura era stata soppressa nel 2013 per le pressioni dell’Unione europea e dell’alto Commissariato Onu per i rifugiati (UNHCR). La legge è stata adottata con 138 voti a favore, 6 contrari e 22 astenuti. La norma prevede che i migranti vengano collocati in «zone di transito» alle frontiere con la Serbia e la Croazia, dove saranno detenuti in attesa dell’esame della domanda di asilo.

«Siamo in stato d’assedio – ha detto il premier ungherese, Viktor Orban -. La tempesta migratoria non è finita, si è soltanto provvisoriamente calmata». Budapest è decisamente contraria alla politica Ue di ricollocazione dei migranti nei diversi paesi dell’Unione e Orban ha definito l’immigrazione «un veleno» e «un cavallo di Troia per il terrorismo».

Le nuove misure si applicheranno non soltanto a chi arriverà prossimamente nel paese, ma anche a quanti già vi si trovano e che a febbraio risultavano essere 586. I migranti verranno alloggiati in container, che potranno lasciare soltanto se decideranno di fare ritorno al loro paese d’origine.

Nel 2016 circa 30 mila migranti hanno fatto richiesta d’asilo dopo il loro arrivo in Ungheria. La maggior parte però ha proseguito il viaggio verso altri paesi europei e soltanto 425 hanno ottenuto asilo. L’Ungheria sta costruendo la seconda barriera anti-migranti alla frontiera con la Serbia, equipaggiata con telecamere di sorveglianza e rilevatori termici d’allarme.

Dura la presa di posizione dell’UNHCR, secondo cui la nuova legge «viola gli obblighi dell’Ungheria di fronte alle leggi europee e internazionali. In pratica – si rileva – i richiedenti asilo, bambini compresi, saranno detenuti anche per lunghi periodi in container in campi presso la frontiera circondati dal filo spinato».

fonte: LASTAMPA.it

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