La velocità di internet cresce, ma l’Italia arranca nella classifica mondiale della connettività

La società di content delivery americana Akamai ha pubblicato il rapporto sullo stato di Internet relativo al quarto trimestre 2016, basato su dati raccolti da più di 220 mila server in 127 Paesi. L’azienda gestisce oltre tremila miliardi di interazione via Internet e offre contenuti a circa il 90% degli utenti web nel mondo. Il report propone in dettaglio le informazioni su velocità di connessione, adozione della banda larga e utilizzo della rete da dispositivi mobili.

Secondo David Belson, responsabile delle ricerche oggetto del report, «le velocità di connessione continuano a evidenziare in tutto il mondo tendenze positive a lungo termine, con incrementi su base annua particolarmente significativi in tutte le metriche di adozione della banda larga».

IN ITALIA  

Nonostante una crescita nella velocità media di connessione che da 8,2 passa a 8,7 Mbps (Megabit per secondo), nel quarto trimestre 2016 il nostro Paese scende ancora nella classifica mondiale posizionandosi 58esimo per l’utilizzo di Internet, e quartultimo in Europa, sopra Croazia, Grecia e Cipro.

L’Italia non fa molti progressi nemmeno sull’adozione della banda larga, infatti solo il 78% delle connessioni sono sopra i 4 Mbps, fermandosi alla 63esima posizione a livello mondiale. Le connessioni superiori ai 10 Mbps raggiungono appena il 23%, e solo il 10% supera i 15 Mbps, contro una media del 30% dei Paesi EMEA (acronimo che sta per Europe, Middle East and Africa) coinvolti nello studio.

LA CONNETTIVITÀ IN EUROPA  

Le velocità medie di connessione sono aumentate su base annua in tutti i Paesi dell’Unione: la crescita minore è stata rilevata in Lituania (1,9%), mentre la più ampia in Danimarca (29%). Tra i Paesi europei è la Norvegia ad avere la velocità di connessione media maggiore, con 23,6 Mbps, ed è saldamente al primo posto per adozione della banda larga (25 Mbps), seguita da Svezia, Danimarca, Svizzera, Finlandia e Lettonia. Lo Stato che è cresciuto di più nel 2016 per adozione della banda larga a 25 Mbps è stata la Danimarca, con un incremento del 79%.

Osservando invece la fascia della banda larga a 10 Mbps troviamo al primo posto la Svizzera, con un tasso di adozione del 73%, seguita dall’Olanda. Il Paese cresciuto di più in questo range di banda è la Croazia: 146% su base annua. Per quanto riguarda l’Italia, soltanto il 23% delle connessioni supera i 10 Mbps: la Romania è a quota 69%.

Il mercato della telefonia e della navigazione da dispositivi mobili è in continua crescita, come attestato dall’ultimo rapporto di Ericsson: la connettività da mobile ha fatto segnare il record mondiale nel Regno Unito, dove è stata registrata una velocità di connessione media pari a 26,8 Mbps. In Italia la velocità media di connessione da dispositivi mobili ha raggiunto i 11,2 Mbps.

Per quanto riguarda l’adozione del protocollo IPv6, che risolve il problema dell’insufficienza di spazio per l’indirizzamento dei dispositivi in rete, in particolar modo nei paesi altamente popolati dell’Asia come l’India e la Cina, e che sostituirà gradualmente l’attuale IPv4, l’Europa occupa 6 delle prime 10 posizioni a livello mondiale (le altre 4 vedono Stati Uniti, Trinidad & Tobago, India e Canada). La classifica è guidata dal Belgio con il 47% delle proprie connessioni inviate col nuovo protocollo IPv6.

La Commissione Europea ha annunciato un fondo CEBF (Connecting Europe Broadband Fund) da 500 milioni di euro per aiutare i Paesi dell’Unione a raggiungere l’obiettivo di fornire accesso universale a 100 Mbps a tutti i nuclei familiari e a 1 Gbps a tutte le aziende entro il 2025. A questo proposito, la Svezia ha ampliato i propri obiettivi, promettendo la banda larga Gigabit al 98% della popolazione entro il 2025, mentre il governo tedesco ha annunciato un piano in quattro fasi per ottenere un’infrastruttura Gigabit entro il 2025, di cui la prima prevede la copertura universale a 50 Mbps entro il 2018.

fonte: LASTAMPA.it

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