Trump-Merkel, incontro teso. Il tycoon: “L’immigrazione è un privilegio, non un diritto”

Era cominciato con una stretta di mano e sorrisi davanti ai fotografi il primo incontro di Angela Merkel e Donald Trump alla Casa Bianca, ma le tensioni non hanno tardato a emergere. Seppure in un clima complessivamente cordiale e di reciproci ringraziamenti, con Trump che ha definito l’incontro «assai produttivo», non sono mancati i momenti di impasse: prima il giallo nello Studio ovale, dove Trump sembra avere ignorato una richiesta di stretta di mano di Merkel; poi vari momenti difficili hanno segnato la conferenza stampa congiunta.

LE INTERCETTAZIONI  

Quanto alla domanda finale di un reporter sulla questione del coinvolgimento dei servizi segreti britannici nelle presunte intercettazioni alla Trump Tower sotto l’amministrazione Obama, Trump ha rimandato a Fox News: «Noi non abbiamo detto nulla, è una dichiarazione di un legale fatta a Fox News, chiedete a Fox», ha risposto. Il riferimento è al fatto che ieri il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer, ha citato il commento di un analista di Fox News, Andrew Napolitano, che aveva suggerito appunto un coinvolgimento del GCHQ britannico nelle presunte intercettazioni di Trump sotto la presidenza Obama. L’agenzia aveva replicato definendo «ridicole» le accuse e poi un portavoce del governo di Londra aveva fatto sapere di avere ricevuto da Washington rassicurazioni che accuse del genere non si ripeteranno più.

GLI ACCORDI ECONOMICI
Merkel non ha mancato di sottolineare gli aspetti economici che le stanno a cuore: «Spero che possano riprendere i negoziati con gli Stati Uniti per l’accordo di libero scambio Ttip con l’Unione europea». In linea generale, pur notando alcune «divergenze di vedute», la cancelliera ha sottolineato che «come avevo già detto, sono convinta che è meglio parlarsi l’uno con l’altro piuttosto che parlare gli uni degli altri».

SULLA NATO
Vicinanza sul tema caldo della Nato. Trump, dopo avere sottolineato che «degli Stati Uniti forti vanno nell’interesse del mondo intero», ha ribadito la sua richiesta di un maggiore impegno degli Alleati per le spese di difesa, ringraziando in tal senso la Germania per il suo apporto: «Ho ribadito a Merkel l’impegno inossidabile per la Nato» ma anche «la necessità che i membri della Nato contribuiscano con la giusta quota alle spese di difesa», ha detto l’inquilino della Casa Bianca. E Merkel ha fatto eco sul tema, assicurando che i partner dell’Alleanza «continueranno a lavorare» per incrementare il loro contributo alla difesa comune.

L’IMMIGRAZIONE  

Clima cordiale, dunque, ma non privo di tensione. L’incontro, d’altra parte, giunge dopo mesi di scaramucce a distanza. Uno dei temi di scontro era stato già in passato quello dell’immigrazione. Trump aveva definito «un errore catastrofico» la decisione di Merkel di permettere l’ingresso di migliaia di rifugiati in Germania e in passato ha anche minacciato di imporre delle tariffe ai produttori di auto tedeschi che importano nel mercato Usa, oltre ad avere criticato Berlino per il fatto che non spende di più nel settore della Difesa. Merkel, dal canto suo, aveva criticato il “travel ban” di Trump che ha preso di mira i cittadini di diversi Paesi a maggioranza musulmana, e in una telefonata a gennaio aveva fatto presente al presidente Usa che la Convenzione di Ginevra obbliga i firmatari, fra cui Washington, ad accogliere i rifugiati di guerra per motivi umanitari.

fonte: LASTAMPA.it

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