Giornata internazionale della meteorologia: e tu, le capisci le nuvole?

Forse non tutti sanno che.. il 23 marzo è la giornata internazionale della meteorologia! Non ve l’aspettavate, vero?

Oggi, infatti, ricorre l’anniversario della fondazione dell’Organizzazione meteorologica mondiale (WMO), avvenuta nel 1950. In realtà, le origini dell’organizzazione sono da ricercare più indietro nel tempo. Il 1873 vede, infatti, la fondazione dell’International Meteorological Organization che, nel 1950, diventò un’agenzia delle Nazioni Unite nel campo della meteorologia, idrologia e le relative scienze geofisiche con sede a Ginevra. Oltre a promuovere la ricerca del settore, enti di questo tipo favoriscono lo scambio di informazioni da parte di scienziati di tutto il mondo.

Il tema dell’edizione di quest’anno è Understanding clouds – Capire le nubi. Da oltre un anno l’OMM ha coinvolto i Servizi Meteorologici Nazionali a partecipare alla raccolta di scatti raffiguranti nuvole da ogni angolo del pianeta. I Servizi Nazionali, a loro volta, hanno invitato gli appassionati ad osservare il cielo e a fotografare le nubi, portando alla creazione di un atlante internazionale delle nubi. L’atlante, pubblicato nell’occasione, contiene centinaia di immagini di nubi riprese ad altissima risoluzione, alcune delle quali di recentissima classificazione. Per chi volesse contribuire con i propri scatti questo è il link.

A Roma, stamane, presso l’Aula Magna del Rettorato di Sapienza Università di Roma, si è tenuto un incontro celebrativo promosso da AISAM (Associazione Italiana Scienze dell’Atmosfera e Meteorologia) con la collaborazione dell’università stessa, del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare e del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Una giornata per affrontare ed approfondire, insieme ad esperti del settore, alcune delle principali tematiche meteorologiche, fra le quali, la comprensione delle nubi.

Una nube è una massa di vapore acqueo condensato in forma di microscopiche gocce. A causa dell’evaporazione, l’acqua è ovunque nell’aria intorno a noi ma non la vediamo perché sotto forma di gas. Il vapore acqueo diviene visibile quando la massa d’aria umida in ascesa dal suolo raggiunge la soglia di condensazione; le gocce si aggregano e raggiungono dimensioni tali da ostacolare la luce, deviandola in tutte le direzioni. Le goccioline restano sospese grazie al loro peso ridotto e alle correnti aeree, facendo si che le nuvole si trasformino in continuazione.

Personalmente ho sempre amato osservare e fotografare le nuvole. Con le loro molteplici forme e i colori cangianti, possono rendere il cielo un panorama meraviglioso. Guardate che spettacolo il calendario 2017, a loro dedicato, del WMO.

Certo, non sempre sono portatrici di spettacoli mozzafiato.

Anche per questo è importante imparare a conoscerle (per gli anglofoni, qui un pdf esplicativo a cura della NASA), oltreché come caratteristici elementi del paesaggio aereo, come protagoniste della meteorologia e agenti dell’atmosfera terrestre.

Introduciamo, quindi, i vari tipi di nubi che possiamo osservare e le loro caratteristiche.

Una prima classificazione delle nubi in meteorologia si basa sulla loro altitudine. Si distinguono, secondo tale criterio, tre famiglie: le nubi alte, le nubi medie e le nubi basse.

  • Le nubi alte si formano tra i 6’000 ed i 12’000m di quota. Sono composte essenzialmente da cristalli di ghiaccio trasportati dal vento, non portano precipitazioni e sono contraddistinte dal prefisso cirro-. Fra queste i cirri, i cirrostrati e i cirrocumuli.
  • Le nubi medie si formano a quote comprese tra i 2’000 e i 6’000 metri. Possono portare precipitazioni e sono caratterizzate dal prefisso alto-. Qui troviamo gli altocumuli e gli altostrati.
  • Le nubi basse si trovano al di sotto dei 2’000 metri di quota, sono in grado di generare piogge o nevicate abbondanti. Sono caratterizzate dal suffisso -strato. Nuvole come i cumuli, i nembostrati, gli strati e gli stratocumuli.

Le nubi appartenenti a queste famiglie hanno un’estensione prevalentemente orizzontale. Non comprendono, dunque, le nubi che trovano nell’altezza la loro dimensione prevalente come i cumulonembi. Si tratta di nubi ad elevato sviluppo verticale, imponenti, a forma di montagne o cupole. La sommità è spesso bianca a forma di incudine, mentre la base si presenta orizzontale e di colore scuro. I cumulonembi si possono estendere per tutta l’altezza della troposfera e accompagnano manifestazioni temporalesche, forti piogge, grandine o neve, fulmini e persino tornado. A loro volta si distinguono, in base alla sagoma, i tipi pileus, incus e calvus.

Esistono anche nubi ad altezza variabile, che possono formarsi a quote diverse della troposfera.

Passiamo, quindi, ad un’altra classificazione, che si basa sulla loro forma. 

  • cirri, simili a filamenti lunghi e bianchi, sono costituiti da cristalli di ghiaccio. Grazie alla loro disposizione si può conoscere la direzione del vento in quota.
  • cumuli, di forma globulare o grumosa. Sono di dimensioni e forme diverse, le tipiche nuvole in cui ognuno vede un’immagine diversa. Sono bianchissime quando colpite dalla luce, grigie se all’ombra.
  • Gli strati, come suggerisce il nome, sono spesso di estensioni notevoli e di forma piatta.
  • nembi, dalla base grigia scura, sono portatori di pioggia.

Finché vi è un equilibrio tra la gravità che farebbe cadere le gocce e le correnti che le sostengono in aria, non piove. Questo equilibrio dipende anche dal peso e dalle dimensioni delle gocce, tant’è che piove quando si formano gocce più grandi. La precipitazione cessa appena l’equilibrio si ristabilisce oppure continua se la condizione che la genera persiste.

Per noi profani, riconoscerle non è sempre facile, il WMO ha creato un diagramma di flusso per aiutare l’identificazione da parte di tutti.

Siamo in molti ad amare le nuvole, tanto che esiste anche una serissima associazione di ammiratori chiamata The Cloud Appreciation Society. Non temete di alzare gli occhi al cielo, quindi, siete in ottima compagnia!

Bene, sembra che pioverà. Lo vedo dalle nuvole. Le nuvole ti dicono tutto se le sai ascoltare. (Ai confini della realtà)

Serena Piccardi

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