L’ULTIMA GAFFE DEL MINISTRO POLETTI

È tornato a far parlare di sé il Ministro Poletti. Dopo l’infelice osservazione di circa tre mesi fa sui giovani che “in alcuni casi è bene che vadano all’estero per non averli tra i piedi qui in Italia”, ieri parlando in un istituto tecnico professionale di Bologna, ha evidenziato come sia più importante avere dei buoni rapporti sociali piuttosto che un valido curriculum per cercare lavoro. “Meglio andare a giocare a calcetto che inviare curricula” le sue parole.

Ora, ammesso che per alcuni il calcetto possa essere una grande boiata e avrebbe potuto fare un altro esempio, magari accennando al volontariato, oppure all’associazionismo o agli eventi culturali, tralasciando i gusti mainstream del Ministro, è impossibile non indignarsi di fronte ad un’affermazione di questo tipo.

Il problema non è che non sia vero che in Italia ci sia bisogno di avere dei buoni rapporti sociali per poter trovare lavoro: anche quando la si condanna, bisogna sottostare a questa logica. Il problema è che a dirlo sia il Ministro del Lavoro, addirittura suggerendolo per risolvere il problema della disoccupazione, proprio lui che rappresenta tra gli altri anche tutti i Centri per l’Impiego presenti sul territorio nazionale.

Il nostro Paese mostra forse i suoi limiti proprio nell’eccessiva importanza che si dà ai rapporti sociali. La parola Mafia è italiana, l’abbiamo inventata noi. La corruzione, altra piaga, è basata proprio su dei rapporti interpersonali deviati. Idem l’assenza di meritocrazia e l’immobilità dell’ascensore sociale che non permette più tanto facilmente al “figlio dell’operaio di diventare dottore”.

Questa logica spiega perché in Italia chi appartiene ad una certa classe sociale non ha quasi nessuna possibilità di discostarsene. Sia per quanto riguarda le fasce in difficoltà che quelle più abbienti. Chi frequenta una periferia degradata e appartiene al sottoproletariato urbano, probabilmente preoccupandosi di andare a giocare a calcetto nel proprio quartiere, rimarrà lì tutta la vita. Stessa cosa anche per chi frequenta i club o i circoli esclusivi dedicati ad una certa elite sociale, che hanno tutto l’interesse a consigliare di continuare a frequentare i campi di calcetto, che nel loro caso sono sostituiti dai campi da golf o dalle lezioni di equitazione.

A questo punto mi viene in mente un’altra notizia che ho letto oggi (del tutto vera). Un ragazzo autistico di Londra che è stato preso in giro dal suo insegnante della palestra in quanto definito “scemo”, dopo aver studiato per due anni legge da autodidatta è riuscito a vincere la causa difendendosi da solo e a far licenziare colui che gli aveva arrecato offesa, oltre che ricevere un risarcimento danni e le scuse ufficiali di tutto lo staff della Virgin Active. Incredibile e meraviglioso.

Pensando a questo esempio, caro Ministro, sia che si giochi a calcetto o che si vada in palestra, il consiglio da dare ai giovani che piacerebbe ascoltare da Lei potrebbe ad esempio invece essere:

“Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra forza. Studiate, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza.” (Cit. Antonio Gramsci)

Filippo Piccini

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