Violazioni e sanzioni per i call center

A partire dal 1 aprile 2017, l’operatore del call center collocato in un Paese extra Ue deve informare anticipatamente circa la possibilità di richiedere che il servizio sia reso da un operatore collocato nel territorio nazionale o in ambito Ue, con il diritto all’immediato trasferimento della telefonata, qualora sia richiesto nel corso della chiamata anche nel caso in cui è l’utente a riceverla dal call center.

Art.1 co.243 Legge di Bilancio 2017

La legge sancisce che qualunque operatore economico che decida di localizzare, anche in appalto, in un Paese non membro dell’Unione europea, deve:

  • darne comunicazione,
  • trenta giorni prima del trasferimento,
  • alle seguenti amministrazioni:
  1. Ministero del lavoro e delle politiche sociali – Ispettorato nazionale del lavoro;
  2. Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE);
  3. Garante per la protezione dei dati personali.

In caso di inosservanza dell’obbligo comporta l’applicazione della sanzione amministrativa di Euro 150.000 per ogni  comunicazione omessa o tardiva.

Coloro che prima del 1 gennaio 2017 abbiano localizzato l’attività di call center, anche mediante affidamento a terzi, al di fuori del territorio nazionale e dell’Unione europea, hanno avuto modo di regolarizzare la propria posizione entro il 2 Marzo 2017.

Per ciascun giorno di ritardo, sanzione di Euro 10.000, se le comunicazioni vengono omesse o presentate in maniera tardiva.

Già a marzo, gli operatori hanno dovuto obbligatoriamente comunicare all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni tutte le numerazioni telefoniche messe a disposizione del pubblico e utilizzate dai call center.

Evadere tale obbligo, prevede l’applicazione della sanzione pecuniaria amministrativa pari a Euro 50.000

Le aziende italiane hanno delocalizzato perché conviene.

Il call center è un settore ad alta densità di manodopera e all’estero, in Paesi come l’Albania, il costo del lavoro è inferiore.

Le sanzioni, in futuro, potrebbero diventare più frequenti: da aprile, infatti, la normativa in vigore si inasprisce, come previsto da un emendamento contenuto nella Legge di Bilancio approvata il 7 dicembre.

In definitiva la nuova normativa imporrà alle aziende di avvisare «preliminarmente sul Paese in cui l’operatore è fisicamente collocato» e di mettere a disposizione un operatore dall’Italia, o da un altro Paese dell’Unione europea, garantendo l’«immediata disponibilità nell’ambito della medesima chiamata». Con la nuova legge è prevista una sanzione di 50 mila euro a giornata.

A fine novembre il Garante per le Comunicazioni ha imposto una multa da 300 mila euro (la delibera contiene addirittura il codice Iban per effettuare il paramento) a H3G: il servizio di assistenza clienti «133» ha risposte automatiche lunghe e non permetteva essere ricontattati da un operatore o di poter parlare in tempo reale con un addetto.

 

http://www.cdlbiella.it/call-center-piu-adempimenti-e-piu-sanzioni/

http://www.laleggepertutti.it/155288_iscrizione-in-centrale-rischi

http://www.corriere.it/economia/17_gennaio_07/call-center

 

Sabrina Mattia

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