È morto Gilbert Baker, l’artista che inventò la bandiera arcobaleno

Gilbert Baker, l’artista di San Francisco che creò la bandiera con i colori dell’arcobaleno, simbolo della comunità gay, è morto all’età di 65 anni.

Baker disegnò una bandiera con otto colori nel 1978 per la giornata degli omosessuali, precursore del Gay Pride. I colori poi furono ridotti a sei, ognuno dei quali rappresenta un diverso aspetto dell’umanità. L’artista disse che volle trasmettere l’idea della diversità e dell’inclusione, utilizzando «qualcosa dalla natura per rappresentare che la nostra sessualità è un diritto umano».

Nel 2015, il Museum of Modern Art di New York acquistò la bandiera per la sua collezione di design, definendola una «potente pietra miliare».

È il simbolo dell’orgoglio gay. Sventola nelle piazze e dai balconi delle case ogni volta che viene fatto un passo in più per la conquista dei diritti civili, come le nozze tra persone dello stesso sesso, o quando la comunità omosessuale viene colpita da una tragedia. È la risposta colorata al dolore. Ma da dove arriva la bandiera arcobaleno? L’icona nasce alla fine degli Anni 70 dalla mente di Gilbert Baker, un attivista gay americano, su impulso di Harvey Milk, un politico locale di San Francisco e uno dei primi funzionari pubblici a dichiarare apertamente la propria omosessualità.

Baker è morto è morto il primo aprile 2017. Alla figura di Milk, invece, ucciso nel 1978 insieme al sindaco di San Francisco è stato dedicato nel 2008 il film Milk, con un’interpretazione magistrale di Sean Penn. Ma torniamo a Baker, che aveva una grande maestria con la macchina per cucire e amava confezionarsi da solo i suoi coloratissimi abiti da drag queen. A sentire la sua versione, la scelta di mettere insieme i colori dell’arcobaleno è stata la più naturale. «Sono le sfumature che ci regala il cielo», ha dichiarato. Ma secondo molte interpretazioni la decisione fu un tributo all’attrice Judy Garland, la prima icona del movimento gay, morta alcuni anni prima.

Il ruolo più famoso interpretato da Garland è stato quello di Dorothy nel Mago di Oz e la canzone più famosa del film è Somewhere Over the Rainbow. Da qualche parte sopra l’arcobaleno, appunto. Quel che è certo è che Baker voleva accantonare il simbolo precedente: un triangolo rosa con cui gli attivisti ricordavano il tessuto che gli omosessuali erano costretti ad indossare durante il regime nazista. Baker non voleva un simbolo intriso di dolore. Ne voleva uno nuovo, che esprimesse gioia e amore per la vita: «Qualcosa di bello, qualcosa che – ha detto – venisse da noi e non che era stato messo su di noi».

La bandiera, che nella prima versione aveva 8 strisce, poi ridotte a 6, venne utilizzata per la prima volta durante una manifestazione il 25 giugno del 1978 a San Francisco ed ebbe immediatamente un enorme successo. Un simbolo che quarant’anni dopo continua a sventolare con gioia e orgoglio.

fonte: LASTAMPA.it

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