Information Anxiety – Come difendere il lavoratore dal sovraccarico informativo

Tra gli effetti più immediatamente percepibili dell’ingresso delle nuove tecnologie nella vita degli individui, emerge la ridotta capacità di concentrazione. Dover prestare attenzione ad un elevato numero di stimoli contemporaneamente ci spinge a non dilungarci più su un singolo compito.
Questo è particolarmente vero soprattutto nella navigazione web, che ha profondamente modificato il nostro modo di rapportarci verso la lettura.

Tale dipendenza è una delle ultime individuate fra le patologie.

Consiste nella ricerca irrefrenabile e compulsiva di informazioni e notizie sul web, passando in modo ossessivo da un sito all’altro. Chi soffre di tale disturbo mette in atto dei veri e propri comportamenti compulsivi, utilizzando tutti gli strumenti di cui dispone per rimanere costantemente aggiornato: iscrizione a newsletters e feed RSS, controllo ossessivo della casella e-mail, aggiornamento continuo delle pagine web, monitoraggio costante dei social network.
Spesso la ricerca di informazioni si conclude con una grandissima quantità di materiale salvato sul computer o nei preferiti del browser, che però non aiutano l’individuo a prendere una decisione o a focalizzarsi su una singola informazione. Questo accade a causa dell’ovvio stato di confusione e sovraccarico che si viene a creare per via dei pareri discordanti e dell’imponente quantità di dati a sua disposizione.

La sensazione dell’individuo dipendente da informazione è quella di non essere mai abbastanza informato, di correre il rischio di lasciarsi scappare qualche notizia di vitale importanza.

Talvolta i dati che vengono cercati non hanno neanche una reale importanza per il soggetto, ma assolvono al compito di impegnarlo in qualcosa ed evitargli pensieri frustranti.

L’Information Overload Addiction risulta quindi essere una strategia di evitamento dei problemi reali per cui l’individuo soffre, un modo per mettere a tacere la sua ansia e la solitudine.
Il rischio di tale patologia è che il bisogno di rimanere costantemente aggiornato diventi invalidante al punto che la ricerca vada ad esaurire tutto il tempo libero, o peggio lavorativo, dell’individuo.

Conseguenze:

  • malumori ed irritabilità;
  • ansia e dubbi su di sé;
  • insonnia;
  • confusione e frustrazione;
  • dolori di stomaco e mal di testa;
  • dimenticanze.

Molte attività professionali sono caratterizzate dal continuo flusso di informazioni, il lavoratore e tenuto a scartarle o elaborarle, a seconda dei casi.

Può accadere che le informazioni diventino eccessive e si arrivi con difficoltà a gestirle tutte in modo lucido e produttivo.

 

http://www.tecnostress.it/tag/sovraccarico-informativo

 

Sabrina Mattia

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