Emergenza sbarchi nel Mediterraneo: in tre giorni salvate 8.500 persone, 13 i morti

Il peggioramento, dalla scorsa notte, delle condizioni meteorologiche, con mare molto mosso, ha fermato l’esodo di migranti dalla Libia verso l’Italia, che nel fine settimana era stato particolarmente intenso. Il mare «piatto» aveva spinto alla traversata migliaia di persone, alcune delle quali non ce l’hanno fatta: da venerdì a ieri sono stati recuperati 13 cadaveri (sette persone sono morte dopo essere finite in acqua perché un gommone si è sgonfiato). Le unità navali impegnate nel Mediterraneo centrale per il soccorso dei migranti hanno tratto in salvo in tre giorni 8.500 persone (duemila venerdì, 4.500 sabato, 2.000 domenica). Le navi stanno facendo rotta ora verso l’Italia, destinate in porti diversi, mentre al Viminale sono in corso procedure per definire la distribuzione dei migranti.

In 1267 a Messina
Sbarcheranno al molo Marconi di Messina dalla nave militare “Phanter” i 1267 migranti soccorsi ieri in diverse operazioni di recupero nel canale di Sicilia. Tra loro anche numerosi minori non accompagnati. Ad attenderli personale della Prefettura, dell’Asp, del 118, delle Forze dell’ordine e dei associazioni di volontariato.

Sbarcati in 451 a Porto Empedocle
Sono sbarcati a Porto Empedocle, a bordo della nave “Chimera” della Marina Militare, 451 migranti recuperati in mare in diverse operazioni. Ne dà notizia la Capitaneria di Porto di Porto Empedocle.

Nell’hotspot di Taranto 410 persone provenienti da Reggio Calabria
Sono stati sistemi presso l’hotspot di Taranto, allestito in un’area del porto, i 410 migranti giunti nella città pugliese da Reggio Calabria dopo essere stati sbarcati nelle ore precedenti. Ci sono 61 donne, 8 minori accompagnati e il resto sono uomini. «Questa mattina – afferma Michele Matichecchia, il dirigente comunale dell’hotspot, il Comune di Taranto gestisce infatti la struttura – hanno già completato le procedure di identificazione. Penso che i migranti resteranno a Taranto almeno sino a domani, poi andranno dove il ministero dell’Interno stabilirà il riparto con l’apposito piano. Questa fase successiva non è infatti gestita da noi».

A Pozzallo 526 persone, fermati 4 scafisti
La Polizia dopo lo sbarco dell’altro giorno a Pozzallo ha identificato quattro scafisti, due senegalesi e due nigeriani, che secondo testimoni avrebbero condotto le imbarcazioni partite dalle coste libiche e successivamente soccorse in mare. La nave “Aquarius” di Medici Senza Frontiere, venerdì scorso aveva soccorso 526 migranti a bordo di quattro imbarcazioni, inoltre su uno dei gommoni era stato trovato il corpo senza vita di un 20enne nigeriano, morto presumibilmente di stenti e per disidratazione.

Donna in gravidanza con emorragia portata in ospedale
Un intervento di evacuazione, nel Canale di Sicilia, di una donna di 35 anni della Costa d’Avorio, in gravidanza con in atto una forte emorragia, è stato portato a termine nella notte da un rimorchiatore della Capitaneria di porto di Pozzallo che ha coordinato i soccorsi. Le condizioni della paziente sono gravi col rischio di un’interruzione anticipata della gravidanza. Sulla imbarcazione il medico marittimo ha raggiunto la nave sulla quale viaggiava la donna, insieme alla sorella, che ha prestato le prime cure. La donna è sbarcata, insieme alla sorella di 28 anni, nel porto di Pozzallo dove e’stata trasferita con un’autoambulanza del 118 nell’ospedale di Modica dove è stata ricoverata.

fonte: LASTAMPA.it

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