Famiglia all’improvviso | Istruzioni non incluse – Hugo Gélin

Famiglia all’improvviso – Istruzioni non incluse è il remake francese del film messicano No Se Aceptan Devoluciones, diretto e interpretato nel 2013 da Eugenio Derbez, e vede protagonista l’ormai noto Omar Sy – già star del film Quasi Amici, 2011 – nei panni di Samuel, un uomo dallo stile di vita adolescenziale che vive nel Sud della Francia, e lavora presso una struttura turistica balneare concentrandosi sull’aspetto più godereccio che quest’ambiente offre.

Una mattina si presenta da lui Kristin (Clémence Poésy), sua vecchia fiamma, con una bambina di tre mesi sostenendo sia il frutto della loro passata avventura estiva. Lei non si sente all’altezza di affrontare il ruolo di madre, spiega, così scappa letteralmente affidando la piccola Gloria (Gloria Colston) ad un impreparatissimo Samuel, il quale non si dà per vinto e segue la donna a Londra per restituirle la bambina, ma ne perde le tracce ritrovandosi infine disoccupato e solo con sua figlia nella capitale inglese. A questo punto il destino benevolo lo mette sulla strada del produttore Bernie (Antoine Bertrand) grazie al quale inizierà la professione di stuntman, e una nuova vita da padre single e felice a Londra. Dopo otto anni però, la madre di Gloria torna nella loro vita…

Il regista Hugo Gélin tenta di fondere i due generi commedia e dramma (cosa che non mi ha convinto, vi spiegherò poi perché) avvalendosi di un protagonista perfetto per il ruolo: Omar Sy è infatti la colonna portante che regge questa altalena continua tra momenti di allegra spensieratezza e toni drammatici, sempre con un’intensa espressività, e intorno al quale ruotano gli altri personaggi altrettanto credibili. Dal mio punto di vista gli elementi che hanno impreziosito tutto il film sono la magnifica fotografia e l’ottima messa in scena, dalla casa perfettamente a misura di bambina – con tanto di porta di ingresso in miniatura, scivolo e accessori d’arredo con mattoncini Lego – alle ambientazioni esterne, sia nella soleggiata Riviera del sud della Francia che nella piovosa Londra, in cui vengono sfruttate location celebri come Piccadilly e Notting Hill ed altre meno note ma molto caratteristiche dell’East End. Il contrasto di colori tra le due nazioni si confà perfettamente, e non a caso, al cambiamento dello stile di vita di Samuel, quasi a segnare il reale passaggio dall’età adolescenziale a quella di uomo adulto.

Ho decisamente apprezzato il lavoro di Rob Simonsen, che ha composto quasi tutte le tracce musicali del film, valorizzando scene che altrimenti non avrebbero avuto l’impatto empatico auspicabile… mi riallaccio così alla precedente considerazione con cui affermavo di non condividere la scelta del regista: Famiglia all’improvviso non è un film drammatico, e non è una commedia. E’ un mix dei due generi che non si sviluppa mai veramente, a causa di ritmi troppo frenetici nel passare dall’uno all’altro, tanto da lasciare lo spettatore perplesso. E una volta compreso questo meccanismo, tutto diventa poco credibile. Peccato, perché ai protagonisti ci si affeziona con facilità: la piccola Gloria vince facile, naturalmente, così come Samuel (che basterebbe da solo a riempire lo schermo, per fisicità e carisma) e Bernie, caratterista di spessore. Persino una madre snaturata come Kristin, suscita tenerezza e indulgenza!

Sarà che “non esistono una madre o un padre perfetti, si fa quel che si può”.  Ecco, volendo fare un parallelismo, potrei dire che Hugo Gélin ha fatto quel che ha potuto con questa sua “creatura”, del suo meglio certamente, non risultando però impeccabile.

Francesca Micci

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