Buon compleanno, Mr. Feynman! Vita di un fisico divenuto icona pop

Parafrasando una sua celebre raccolta di aneddoti “Sta scherzando, Mr. Feynman!” Vita e avventure di uno scienziato curioso, ricordiamo oggi uno degli scienziati più influenti del secolo scorso. Per chi non conoscesse Richard Feynman – sicuramente in pochi – è stato un brillante fisico, appassionato divulgatore, amato professore nonché premio Nobel statunitense. Ah, ho dimenticato icona della cultura popolare!

Novantanove anni fa Richard Phillips Feynman nasceva a New York e pochi anni dopo già si avvicinava allo studio della matematica. La curiosità che mostra da ragazzo lo accompagnerà per tutta la vita, consentendogli non solo di esplorare ma di trasmettere la scienza con efficacia ed originalità.

Laureato al MIT di Boston, fresco di dottorato a Princeton, a soli 24 anni fu chiamato a partecipare al Progetto Manhattan, il cui direttore era Robert Oppenheimer. Egli fu colpito dal talento del giovane fisico e volle assolutamente che Feynman facesse parte del gruppo di scienziati che nel 1943 si sarebbero trasferiti a Los Alamos, la remota località divenuta sede del laboratorio più all’avanguardia del mondo.
Fra gli scienziati selezionati per la ricerca che portò alla costruzione dell’atomica, insieme a lui, c’erano nomi del calibro di Enrico Fermi e Hans Bethe.

Sono anni difficili e intensi. Prima di partire sposa il suo primo amore, pur consapevole della malattia che da li a poco gliela porterà via. Nel giugno del ’45, infatti, la giovane moglie muore e solo un paio di mesi dopo vengono sganciate le bombe su Hiroshima e Nagasaki. L’entusiasmo per il risultato del Trinity Test (16 luglio del 1945), la prima esplosione atomica della storia, viene presto smorzato dalla tragedia giapponese. La ricerca nel campo dell’energia atomica diventa permanente ma quasi tutti i capi delle divisioni del Progetto Manhattan lasciano il laboratorio. Feynman è uno dei primi ad andarsene.

Terminato il progetto, l’astro nascente della fisica si concesse di rifiutare una prestigiosa offerta di lavoro della Berkeley University preferendole la Cornell. Dopo qualche anno alla Cornell, approdò ad un’università a lui più congeniale, il CalTech di Pasadena, noto per le scienze naturali e l’ingegneria, dove resterà fino alla fine.

Le lezioni di Feynman sono passate alla storia. Non solo perché riusciva ad intrattenere e divertire spiegando complicati concetti di fisica ma anche perché nel 1963 venne pubblicata la prima edizione delle Lectures on physics. La raccolta delle lezioni di fisica tenute al CalTech tra il 1962 e il 1963 è un libro che ogni fisico ha letto, almeno una volta. Successivamente una serie di sue lezioni sui fondamenti della fisica vengono registrate dalla BBC.

Quella di Feynman è una lezione di fisica spiegata con una chiarezza di esposizione straordinaria e un modo di raccontare i fenomeni del tutto innovativo e diverso da quello cui siamo abituati.

Avvicinatosi precocemente al calcolo differenziale, in gioventù aveva già sviluppato una serie di notazioni per rappresentare e trattare le funzioni trigonometriche elementari. L’abilità nel costruirsi strumenti applicativi su misura trova il suo culmine con lo sviluppo dei diagrammi di Feynman e degli integrali di Feynman.

Alla base dei diagrammi vi è l’intento di tradurre le interazioni fra particelle cariche in uno schema semplice, per permettere una facile comprensione del fenomeno. Non dovete pensare che si tratti di una rappresentazione di tipo fisico, bensì matematico. Per intenderci, le linee non sono traiettorie.

Esempio di diagramma di Feynman.

Un metodo unico, derivato dalla sua attitudine alla visualizzazione e alla comunicazione in generale, che ormai viene utilizzato in numerosi campi della fisica e della matematica.

A lui si deve, inoltre, la riformulazione della meccanica quantistica in termini di integrale su tutti i cammini percorsi dalla particella. Invece di utilizzare le equazioni differenziali del moto per dare una descrizione dettagliata nel tempo del comportamento del sistema fisico, l’attenzione è spostata all’intero cammino fatto dal sistema in un definito intervallo di tempo.

L’integrale sui cammini, noto anche come somma sulle storie, fu un fondamentale contributo nell’ambito dell’elettrodinamica quantistica (QED), che gli valse il premio Nobel per la fisica nel 1965 assieme a Sin-Itiro Tomonaga e Julian Schwinger.

Diede il suo contributo anche studiando la superfluidità dell’elio, descritta attraverso l’uso della meccanica quantistica, in un modello di chiarezza scientifica. Egli è anche considerato il padre delle nanotecnologie per via di un noto discorso in cui, per la prima volta, considerava la possibilità di manipolazione diretta degli atomi nella sintesi chimica.

Nonostante la vittoria del Nobel, il nostro non era ancora popolarmente riconosciuto come accadrà in seguito. Beninteso, non era conosciuto al grande pubblico perché invece nell’ambiente scientifico il suo nome era ben noto!

All’inizio degli anni ’80 la BBC gira un documentario – intervista su di lui. Seguiranno una serie televisiva, sempre della BBC, e diversi libri in cui Feynman divulga la fisica come solo lui sa fare, con umorismo, chiarezza e carisma.

Si inizia a conoscere non solo lo scienziato ma anche l’uomo, e si tratta di una bella scoperta. L’anticonformismo e l’irriverenza del professore soddisfano a pieno il desiderio delle persone di trovare la classica accoppiata di “genio e sregolatezza”. Del resto, anche se Feynman amava definirsi fisico premio Nobel, insegnante, cantastorie, suonatore di bongo, era pur sempre un illustre scienziato e, di solito, questi non amano l’uso popolare della parola genio.

Per uno scienziato come Feynman erano importanti valori come l’integrità e il rigore scientifico.

Valori che di cui diede pubblica dimostrazione durante i lavori della commissione d’inchiesta che dovette indagare le cause del disastro dello shuttle Challenger.
Nell’occasione di una ripresa televisiva con solo un circoletto di gomma ed un bicchiere d’acqua e ghiaccio riuscì a dimostrare alla NASA, e a tutto il paese, che la causa del disastro era dovuta all’irrigidimento di una guarnizione di quel tipo dovuta al repentino abbassamento della temperatura.

In appendice alla relazione della commissione si legge una sua nota: “Affinché una tecnologia abbia successo, la realtà deve avere la precedenza sulle relazioni pubbliche, perché la natura non può essere ingannata”. Semplice ed incisivo.

Se volete saperne di più su di uno dei maggiori fisici del secolo scorso, dotato di uno straordinario approccio alla vita ed alla scienza, con un carisma ed una simpatia che l’hanno, suo malgrado, portato alla popolarità, di materiale è pieno il web. Ma forse è meglio una libreria!

Dal punto di vista del buon senso l’elettrodinamica quantistica descrive una Natura assurda. Tuttavia è in perfetto accordo con i dati sperimentali. Mi auguro quindi che riusciate ad accettare la Natura per quello che è: assurda. (Richard Feynman)

Serena Piccardi

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