Il patto del Nord contro lo smog. Stop alla circolazione degli Euro 3 diesel e incentivi a chi sostituisce l’auto

Stop ai diesel Euro 3 in caso di superamenti giornalieri consecutivi delle polveri sottili. Incentivi per la sostituzione delle auto con i motori diesel inquinanti. Procedure condivise per la gestione dell’emergenza con limitazioni del traffico annunciate in contemporanea in tutta la Pianura Padana. Certificazione dei sistemi di riscaldamento per bio-masse e pellet. Divieto di bruciare sterpaglie, foglie e altri residui agricoli nel periodo invernale. Prende forma, anche se i dettagli sono in corso di definizione da parte dei tecnici del ministero dell’Ambiente e delle Regioni, il patto per ridurre smog e polveri sottili. Patto che i presidenti di Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, e il ministro Gian Luca Galletti, firmeranno a Bologna durante il G7 Ambiente in programma l’8 e il 9 giugno.

Le misure diventeranno operative dopo la sottoscrizione del documento e, in caso di emergenza, saranno applicate dalla prossima stagione invernale, cioè dal primo di ottobre al 30 marzo 2018. Si completa così il percorso avviato a Torino ai primi di maggio, che aveva permesso di individuare le linee guida per interventi strutturali su trasporti, riscaldamento, industria e agricoltura e, appunto, un protocollo comune per la gestione dell’emergenza.

L’emergenza
Alberto Valmaggia, assessore all’Ambiente del Piemonte, allora aveva spiegato così la novità di quell’intesa: «Per la prima volta le quattro regioni del Nord agiranno in modo coordinato per affrontare l’emergenza e rendere uniformi e univoci gli interventi di carattere strutturale». Tradotto vuol dire che prima del G7 i governi delle quattro Regioni adotteranno ufficialmente delibere in grado di realizzare quel disegno. Il Piemonte lo farà lunedì. In quei documenti ci saranno le azioni da mettere in campo. A regolare gli interventi sarà un «semaforo»: a ogni colore corrisponde il rischio ambientale e le azioni relative per ridurre lo smog. Interventi che diventano sempre più restrittivi con l’aumento dei fattori inquinanti. Il Piemonte ha già sperimentato un semaforo a quattro colori ma è stato deciso di dimezzarli e di ridurre i tempi di intervento. Così le prime misure scatteranno dopo quattro giorni consecutivi di sforamento dei limiti del Pm10 e gli interventi più stringenti dopo sei. Il blocco alla circolazione dovrebbe riguardare anche i diesel Euro 3, provvedimento già attuato lo scorso inverno da Torino. Nel protocollo per le emergenze è previsto anche il divieto di bruciare le sterpaglie.

Gli incentivi
Nel piano delle Regioni c’è, in prospettiva, il progressivo allargamento delle misure restrittive anche a tutti i diesel. Ecco perché sarebbe stato deciso di creare incentivare gli automobilisti a cambiare le auto più inquinanti. Due le possibilità. La prima: creazione di un fondo con il contributo di Stato e Regioni. La seconda: la detassazione. Nel piano dovrebbe essere prevista anche la progressiva certificazione dei generatori di calore a partire dagli impianti che usano bio-masse e pellet che dovrebbero essere gradualmente sostituiti. Allo studio, anche in questo caso, gli incentivi.

Incognita Bruxelles
Un mese fa a Torino il ministro Galletti si era detto convinto che il patto avrebbe permesso di dare «una risposta importante e innovativa nella lotta all’inquinamento sia per i cittadini sia per l’’Europa». Bruxelles, infatti, alla fine di aprile aveva inviato al governo italiano «un ultimo avvertimento» con l’invito, entro due mesi, ad «adottare e attuare piani» in grado di migliorare la qualità dell’aria «nel più breve tempo possibile». La firma del patto rispetta quella tempistica. Resta da vedere se le misure previste saranno giudicate sufficienti da Bruxelles evitando così che l’Italia finisca alla Corte di Giustizia dell’Ue e, soprattutto, la maxi-multa che potrebbe arrivare ad un miliardo.

fonte: LASTAMPA.it

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