Si spacca la “Nato araba”, Arabia Saudita, Emirati ed Egitto rompono le relazioni con il Qatar

La grande alleanza araba contro il terrorismo, lanciata due settimane fa da Donald Trump a Riad, perde un pezzo importante. Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi e Bahrein hanno annunciato lo stop dei rapporti diplomatici col Qatar, accusato di “sostenere il terrorismo”. Il Segretario di Stato americano Rex Tillerson, allarmato, ha chiesto agli alleati di “restare uniti”. Le tensioni con l’emiro Tamim bin Hamad Al-Thani sono cominciate subito dopo la visita del presidente americano. Sui media qatarini erano comparse dichiarazioni di fuoco contro la “linea anti-Iran” dettata da Riad e soprattutto contro la presa di posizione durissima nei confronti dei Fratelli musulmani di Hamas, l’organizzazione palestinese da sempre appoggiate e finanziata dai qatarini.

Blocco navale e aereo
Bahrein, Egitto, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno annunciato il ritiro del loro personale diplomatico dal Qatar e hanno dato “48 ore” ai diplomatici qatarini per lasciare i loro Paesi. Le quattro nazioni arabe hanno annunciato anche di voler tagliare il traffico aereo e marittimo verso il paese peninsulare. Il Qatar è stato espulso anche dalla coalizione che combatte contro ribelli sciiti Houthi in Yemen e il governo di Aden, appoggiato dai Paesi del Golfo, ha rotto le relazione diplomatiche. Il Bahrein accusa il Qatar di «incitamento dei media, il sostegno alle attività terroristiche armate e i finanziamenti legati a gruppi iraniani per sabotare e diffondere il caos in Bahrein». Già dieci giorni fa gli alleati di Riad avevano bloccato le trasmissioni della tv panaraba Al-Jazeera, con sede a Doha, nei loro Paesi.

Minacce di invasione
Nella capitali arabe girano da giorni voci di un intervento delle truppe egiziane e saudite nella penisola, per detronizzare l’Emiro. La Borsa di Doha è crollata, mentre il prezzo del petrolio è schizzato in alto. Il Qatar è uno dei più grandi esportatori di gas al mondo e condivide con l’Iran un enorme giacimento nel Golfo persico, una delle ragioni della sua posizione più accomodante verso Teheran. Il governo qatarino ha respinto le accuse di appoggio al terrorismo come “infondate”.

Finto hackeraggio
Il governo aveva denunciato un “hackeraggio” dell’agenzia di stampa da parte di ignoti, che avrebbero manipolato le dichiarazioni dell’emiro, ma Arabia Saudita, Egitto ed Emirati non hanno creduto a questa versione e le tensioni sono cresciute fino alla rottura annunciata questa mattina. La “Nato araba” che dovrebbe nascere con la leadership di Riad quindi si è già spaccata in due, anche perché Kuwait e Oman, altri due Paesi membri del Consiglio di cooperazione del Golfo (GCC), sono su posizioni più prudenti e per ora non si sono allineati con i sauditi.

Rapporti cordiali con l’Iran
Le ragioni della rottura sono però più profonde. Qatar, Kuwait e Oman conservano da sempre rapporti più cordiali con Teheran. Il Qatar condivide nel Golfo Persico il più grande giacimento di gas al mondo, la fonte della sua immensa ricchezza, e ha tutto da perdere in una guerra aperta con l’Iran. Le posizioni sono poi diverso sul piano ideologico. Il Qatar ha come religione di Stato lo stesso wahhabismo dei sauditi ma appoggia anche formazioni salafite “rivoluzionarie”, come i Fratelli musulmani, che si sono sempre schierate contro la Casa dei Saud e vogliono abbatterla.

Primavere arabe
Questo ha dato al piccolo emirato (2,5 milioni di abitanti su una superficie più piccola del Lazio) una grande influenza sul mondo arabo durante le “primavere”, dove la forza trainante erano i Fratelli musulmani con l’appoggio del megafono mediatico di Al-Jazeera, la tv panaraba con sede a Doha.

La prima rottura
Già nel 2014, dopo che Riad aveva appoggiato il colpo di mano del generale Al-Sisi contro il presidente islamista Mohammed Morsi, Arabia Saudita e gli altri Paesi del Golfo avevano rotto per otto mesi le relazioni diplomatiche con il Qatar.

La questione libica
L’ostilità interna ai Paesi del Golfo è diventata un “guerra per procura” in Libia, dove il Qatar non solo appoggia le milizie islamiche di Misurata, ma anche quelle fedeli all’ex premier islamista Khalifa Al-Ghwell e al Gran Muftì Sadiq al-Ghariani, soprannominato a Tripoli “il Muftì del Qatar”. Emirati ed Egitto sostengono, anche direttamente con le loro aviazioni, il generale Khalifa Haftar.

Il golpe del 1995
Poi ci sono ragioni personali. L’ostilità dei Saud contro gli Al-Thani risale al colpo di Stato, anzi di palazzo, con cui il padre dell’attuale emiro, Hamad bin Khalifa al-Thani, prese il potere nel 1995. Già allora Riad chiese all’allora presidente egiziano Mubarak di intervenire con le sue truppe per detronizzare l’usurpatore, ma all’ultimo momento il raiss del Cairo si tirò indietro.

I rapporti con Israele
Nel caos delle “primavere arabe” l’Arabia ha imposto poi nel 2013 che ad Hamad succedesse l’attuale emiro Tamim bin Hamad. Ma le tensioni sono rimaste, a causa di una visione strategica molto diversa. Doha è anche su posizioni più anti-israeliane rispetto a Riad, tanto che nelle sue “dichiarazioni hackerate” l’emiro ha difeso persino Hezbollah, il movimento sciita libanese arcinemico dello Stato ebraico. Arabia Saudita ed Emirati hanno invece ormai buoni rapporti con Israele, a un passo dal riconoscimento e l’apertura di relazioni diplomatiche, come vorrebbe l’America per inserire gli israeliani nell’alleanza anti-terrorismo (e anti-Iran) a guida saudita.

L’Arabia Saudita afferma che le truppe qatariote sarebbero state tirate dalla guerra in corso in Yemen. Il Bahrein accusa il Qatar per «l’incitamento dei media, il sostegno alle attività terroristiche armate e i finanziamenti legati a gruppi iraniani per sabotare e diffondere il caos in Bahrein».

Bahrain, Egitto, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno annunciato il ritiro del loro personale diplomatico dal Qatar, nazione ricca di gas e che ospiterà i Mondiali di calcio del 2022. Le quattro nazioni arabe hanno annunciato anche di voler tagliare il traffico aereo e marittimo verso il paese peninsulare.

fonte: LASTAMPA.it

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