Il gas supera il petrolio, è la prima fonte di energia in Italia

Lo scorso anno, mentre il costo per le forniture petrolifere è sceso ai minimi di sempre, per la prima volta nella storia in Italia il gas ha superato il petrolio diventando la prima fonte di energia. A tirare le fila dei consumi energetici e più in generale della situazione della filiera lo scorso anno è stata oggi l’Unione Petrolifera che, nel corso dell’assemblea annuale, è tornata anche a lanciare l’allarme contro l’illegalità nella distribuzione di carburanti. Illegalità che si è tradotta per le casse dello Stato in un mancato introito di circa 2 miliardi sotto forma di evasione di Iva ed accise.

In un appuntamento incentrato quest’anno sul tema della transizione verso uno scenario “low carbon”, il presidente dell’Up Claudio Spinaci, riconfermato oggi per 4 anni, ha assicurato l’impegno dei petrolieri «a guidare un percorso sostenibile a livello ambientale, industriale e sociale». E in tale ottica ha suggerito l’importanza di rinnovare il parco auto italiano, tra i più obsoleti in Europa. Se si pensasse infatti al ricambio di 2 milioni di veicoli all’anno di quei 17 milioni tutt’oggi in circolazione e che risalgono a prima del 2005 (ovvero il 45% dei 37 milioni totali), ha spiegato, potremmo contare su una riduzione delle emissioni di CO2 del 37% al 2030.

Il petrolio sembra aver perso un po’ del suo appeal lo scorso anno, superato per la prima volta dal gas. Quest’ultimo infatti nel 2016 rappresentava il 34,4% della domanda contro il 34,2% del greggio e con un aumento di circa 3,4 miliardi di metri cubi (+5%) sul 2015, i consumi di gas sono tornati a sfiorare i 71 miliardi, analoghi a quelli del 2001. I consumi di prodotti petroliferi invece, dopo il rimbalzo del 4,1% del 2015, hanno segnato un calo dello 0,9% a 59,4 milioni di tonnellate. E al tempo stesso la fattura petrolifera, complice il calo dei prezzi del greggio, nel 2016 è stata di poco superiore ai 12,5 miliardi di euro, circa 4 miliardi in meno rispetto al 2015, che rappresenta il minimo storico. Quanto al prezzo del greggio, l’Up stima che nel 2017 si attesti intorno ai 50 dollari.

Analizzando poi i nodi più strettamente logistici l’Up è tornata anche a chiedere la razionalizzazione della rete, con il taglio di almeno 5-6mila distributori, perché l’eccesso di punti vendita, in molti casi estremamente piccoli, va di pari passo con illegalità ed evasione. L’allarme dell’Up è stato appoggiato dal vice ministro dello Sviluppo Economico Teresa Bellanova secondo cui «è fondamentale proseguire e rafforzare la lotta alla illegalità nel settore petrolifero, che distorce il mercato a danno degli operatori regolari e causa perdite di gettito all’erario».

fonte: LASTAMPA.it

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