The Whistleblower – Larysa Kondracki

La guerra arriva come una nube oscura, pronta ad inghiottire con la sua violenza cieca qualsiasi cosa incontri sul suo passaggio. Ciò che lascia dietro di se sono ferite che squarciano la terra e le anime.
Quando gli ultimi echi dei mortai si spengono, lentamente la polvere dei palazzi frantumati torna a posarsi su città ormai fantasma, coprendo tutto e tutti con una patina di silenzio. Sotto quello strato di sporcizia apparentemente immobile ci sono loro, “le puttane di guerra”. Sono bambine, ragazzine, giovani donne che hanno come unica colpa quella di fidarsi di un amico o di un parente. Vendute, rapite e messe a catena come cani, trascinate in una non-vita che le inghiotte e le dimentica.

Larysa Kondracki gratta con forza lo strato di inerzia e sporco lasciato dalla ferocia della guerra nella ex Jugoslavia. Quello che lentamente viene allo scoperto è una realtà difficile da comprendere, che lascia annichiliti e spaventati.

Lo scenario è quello della fine degli anni novanta. Sullo sfondo un pezzo di mondo che fatica a ritrovare la propria anima. Katryn Bolkovac è una poliziotta che rischia di perdere la figlia in seguito ad un divorzio burrascoso e il bisogno di denaro la spinge a proporsi per una missione di pace dell’Onu in Bosnia.
Quello che all’inizio sembra solo una missione riparatrice si rivela invece un viaggio all’inferno. Katryn entra lentamente in contatto con una realtà dove le donne non hanno voce e sono null’altro che oggetti. La ruvida e ottusa concezione maschile degli uomini del luogo è solo la patina che nasconde una realtà ancora più agghiacciante. Quando chi dovrebbe proteggere si trasforma in un aguzzino privo di morale, le certezze si sbriciolano e non lasciano appigli.

La storia di Katryn Bolkovac è affidata a Rachel Weisz, che regala una prova attoriale di grande spessore. Al suo fianco viaggiamo attraverso un mondo sotterraneo fatto di brutalità, sporcizia e lacrime. Come lei veniamo sferzati dalla frustrazione di non poter salvare quegli occhi terrorizzati e senza nome e finiamo per alzare gli occhi per ammirare la maestosità di un simbolo di giustizia e protezione che è solo un miraggio.

The Whistleblower è basato su fatti reali e racconta la battaglia di una donna contro l’aberrazione maschile nelle aree post guerra. Questa storia non è mai arrivata nelle nostre sale.

Il cinema deve intrattenerci, farci sognare e vivere grandi avventure. Tuttavia ci sono volte in cui un film può pugnalarci, lasciandoci un segno indelebile. Attraverso questo film non possiamo raggiungere la mano tesa di quelle innumerevoli vittime mute, ma possiamo conoscerne la storia e non dimenticarla mai.

Serena Aronica

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
0 Commenti

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

©2017 virgoletteblog.it ideato da Filippo Piccini sito web realizzato da Riccardo Spadaro

Log in with your credentials

Forgot your details?