Kiev ci riprova: il Consiglio europeo ratifica l’Accordo di associazione tra Ue e Ucraina

Kiev si avvicina a piccoli passi all’Ue e alla Nato suscitando l’ira di Mosca. Il Consiglio europeo ha ratificato l’Accordo di associazione tra Ue e Ucraina: una pietra miliare del processo di integrazione europea. Ma anche un vero e proprio pomo della discordia: fu infatti la sua mancata firma nel 2013 da parte dell’allora presidente Yanukovich a far esplodere la rivolta di Maidan, con scontri sanguinosi e l’ascesa al potere di un governo filo-occidentale. L’annessione russa della Crimea e la guerra nel Donbass – dove Mosca è accusata di sostenere militarmente i separatisti – seguirono a ruota.

L’accordo «era una delle richieste chiave di Maidan», ha subito sottolineato Petro Poroshenko, l’attuale leader di Kiev. Poi ha lanciato un affondo contro la Russia: «Il Cremlino, che ha mobilitato tutte le sue risorse contro l’accordo di associazione, ha violato cinicamente il diritto internazionale e ha aggredito l’Ucraina, ha subìto un’altra sconfitta», ha detto. Kiev ha invece incassato un successo e, ottenuto il regime senza visti con l’Ue, promette particolari controlli per i russi che vogliono visitare il paese. Mosca si dice però pronta a rendere pan per focaccia.

L’ingresso nell’Ue e nella Nato sono tra i principali obiettivi del governo ucraino. E – per quanto il loro raggiungimento non appaia esattamente dietro l’angolo – Kiev in questi giorni è tornata a essere crocevia di importanti incontri diplomatici.

Domenica ha ospitato il segretario di Stato Usa Rex Tillerson, che all’indomani del G20 ha confermato l’appoggio americano all’Ucraina chiedendo alla Russia di «fare il primo passo» per risolvere il conflitto nel Donbass. Oggi e domani accoglierà invece i vertici europei per un summit Ue-Ucraina. Con buona pace di Mosca, che ha denunciato che l’accordo Kiev-Bruxelles viola le regole del Wto creando «una zona di libero scambio che peggiora le condizioni di altri partner commerciali».

Ma il Cremlino vede come fumo negli occhi soprattutto la possibilità che l’Ucraina aderisca alla Nato, con cui è impegnato in una corsa agli armamenti in Est Europa, fonte di particolari tensioni nel Baltico. Lunedì, incontrando il segretario generale dell’Alleanza, Jens Stoltenberg, Poroshenko ha assicurato che è già pronto un piano per l’ingresso nella Nato. Ma non c’è fretta: la richiesta di adesione – ha spiegato – non sarà presentata «immediatamente». Prima servono le riforme. Radicali verrebbe da dire, vista la difficile situazione economica e sociale del paese.

fonte: LASTAMPA.it

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