La zanzara e il suo pasto di sangue: perchè alcuni di noi sono più gustosi di altri?

Ti punta da lontano e ti segue come un’ombra, sente il tuo odore e si avvicina sempre di più. Sei incredibilmente attraente per lei, è addirittura disposta a rischiare la propria vita per averti. No, non stiamo parlando di una pericolosa stalker ma della temutissima nemica dell’estate, la zanzara!

In realtà, prima di essere nemica della nostra pelle esposta nella stagione estiva, la zanzara è altamente nociva per il suo ruolo come vettore di malattie. Quando, di recente, abbiamo parlato degli squali abbiamo visto come non siano i famigerati pescioni gli animali più dannosi per noi bensì le minute, ronzanti zanzare.

In quanto considerate molto pericolose per l’uomo, le zanzare sono fra gli insetti più studiati.

Appartenenti alla famiglia dei Culicidae, le zanzare vivono un po’ ovunque ma sono particolarmente diffuse in prossimità di aree umide a causa della loro necessità di tali ambienti per completare il ciclo riproduttivo.
Il ciclo di vita di una zanzara è relativamente breve. Esiste, tuttavia, una netta differenziazione tra i sessi: mentre una zanzara femmina ha un ciclo di vita di circa 6-8 settimane a seconda della specie a cui appartiene, i maschi solitamente non superano le 2 settimane di vita.
Come ben saprete sono proprio le femmine, per poter procedere alla deposizione delle uova, a pungerci. La suzione dei fluidi ematici di vertebrati o invertebrati (eh si, pungono un po’ tutti) consente loro di ricavare l’emoglobina o altre proteine che forniscono l’apporto proteico necessario a completare la maturazione delle uova.

Il ciclo vitale di una zanzara. La parte azzurra evidenzia le fasi acquatiche: la deposizione delle uova, i quattro stadi larvali e la fase di pupa.

Le uova vengono, poi, deposte nell’acqua ferma. Alcuni ricercatori della North Carolina State University hanno anche scoperto perché la zanzara responsabile della diffusione della malaria, Aedes aegypti, preferisca certi specchi d’acqua piuttosto che altri. Sembra che preferiscano acque con una giusta quantità di acidi grassi, condizione che offre migliori opportunità di sopravvivenza alla prole.
Grazie al favore dell’acqua e del caldo, le uova si trasformano in larve e quindi in pupe da cui esce una zanzara matura, pronta a riprodursi a sua volta a soli due giorni dalla nascita. Il periodo che impiegano le uova a passare dallo stato di larva a pupa e quindi ad insetto adulto è di soli 4/5 giorni, in condizioni climatiche favorevoli. Considerando i tempi di riproduzione e il numero di uova deposte, non c’è da stupirsi che sia così difficile sfuggirgli!

Quello che ognuno di noi, nell’esperienza quotidiana avrà notato, però, è che non tutti veniamo assaliti dalle ronzanti bestiole nello stesso modo. Non si tratta di un’impressione o di sfortuna, si stima che una persona su cinque attiri le zanzare più degli altri.
Quella persona vorrebbe tanto conoscerne il motivo!

Motivazioni personali a parte, studiare le preferenze delle zanzare serve ai ricercatori per aiutare a sviluppare un repellente naturale contro questi insetti per poter prevenire la diffusione di malattie come la malaria evitando, al contempo, controindicazioni.

A differenza di altri insetti ematofagi, nei quali la ricerca della “vittima” si basa principalmente su stimoli visivi o sonori, nei culicidi l’attrazione è principalmente “chimica”, con il concorso di altri fattori.

Da tempo si sa che l’emissione di cairomoni (sostanze che svolgono funzioni analoghe a quelle dei più noti feromoni) gioca un ruolo importante per questi insetti e, nell’uomo, il principale cairomone è l’acido lattico. Per questo chi pratica attività fisica, soprattutto all’aperto, è spesso attaccato dalle zanzare. L’acido lattico viene prodotto durante l’attività fisica e, insieme a sostanze come l’acido urico e l’ammoniaca, viene espulso con il sudore. Inoltre, l’attività motoria causa un aumento della temperatura corporea, incidendo ulteriormente sulla probabilità di essere punti.

Chi pratica attività fisica produce più acido lattico e causa un aumento temporaneo della propria temperatura, diventando più appetibile per le zanzare.

Un’altra traccia seguita dalle zanzare è l’anidride carbonica. Riescono ad identificarne la presenza a decine di metri di distanza, motivo per cui chi più ne emette, come accade per le persone in sovrappeso, più risulta attraente. Anche le persone più alte e robuste tendono ad essere maggiormente punte.

Molti di voi avranno sentito dire che il gruppo sanguigno è uno dei fattori che influenzano la scelta dell’odiato insetto. Infatti, secondo uno studio effettuato su 64 persone da ricercatori del Pest Control Technology Institute, le zanzare prediligono il sangue del gruppo 0 più che quello del gruppo B e circa il doppio rispetto a quello del gruppo A.
Inoltre, non tutte le persone producono il segnale chimico che, attraverso la pelle, palesa il proprio gruppo sanguigno. Accade in circa l’85 per cento della popolazione, per cui se hai il gruppo 0 e fai parte di questa percentuale, c’è poco da fare, le zanzare ti riconoscono da lontano.

Sembra, inoltre, che la zanzara sia sensibile anche alle colture batteriche che albergano sulla nostra epidermide. Questo sarebbe all’origine delle loro preferenze per le nostre caviglie ed i piedi, le zone in cui i batteri proliferano.

Esiste qualche prova che le donne in gravidanza risultano più attraenti per questi insetti, probabilmente perché le gestanti producono il 21 per cento di anidride carbonica in più della media ed hanno una temperatura corporea più elevata. Sembra che anche bere birra ci renda stranamente più appetibili, forse a causa del contenuto alcolico.

Alcuni dei fattori sopracitati sono di natura genetica. Motivo per cui alcuni ricercatori della London School of Hygiene and Tropical Medicine hanno deciso di condurre nuovi studi prendendo in esame 100 gemelli omozigoti ed eterozigoti provenienti dal Regno Unito e dal Gambia.
Lo stesso gruppo, due anni fa, ha pubblicato uno studio sull’attrazione delle zanzare del genere Aedes (che trasmettono dengue e Zika) sempre utilizzando i gemelli. Le coppie di gemelli identici erano più simili nella loro desiderabilità rispetto ai gemelli non identici. I primi hanno odori più simili tra loro rispetto ai secondi, di conseguenza i ricercatori hanno ipotizzato che i geni possano avere un ruolo nell’attrattiva nei confronti delle zanzare.
Per il nuovo studio si punta ad analizzare le basi genetiche della scelta preferenziale del genere Anopheles (che trasmette la malaria) e saranno esaminati anche gemelli africani, mentre finora la maggior parte della ricerca in questo campo si era concentrata su europei.

Lo studio ci dirà se ci sono o meno differenze genetiche ma ricordiamoci che altri fattori come dieta, vento, ora del giorno e abitudini, influiscono su questa attrazione.

La zanzara punge da molto prima che noi umani comparissimo sulla faccia della Terra, ha ben 46 milioni di anni di ematofagia alle spalle. Probabilmente non potremo mai fermarla ma forse, un giorno, potremmo renderci meno attraenti ai suoi occhi!

Zanzara (s.f.). Il germe dell’insonnia, da distinguersi comunque dalla coscienza, che è il bacillo della stessa malattia. (Dizionario del Diavolo – Ambrose Bierce)

Serena Piccardi

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