Alice in Chains – Dirt (1992)

Ben tornati all’ascolto di una nuova puntata della rubrica della storia della musica, La Musica del Venerdì.

Oggi vi parlerò di una band della scena di Seattle anni ’90, formatisi nel 1987 dall’incontro tra il cantante Layne Staley, il chitarrista e compositore Jerry Cantrell, il bassista Mike Starr e il bassista Sean Kinney. La loro musica è un rock metallico robusto e cupissimo, dove la nasale voce di Staley dimostra tutta la sua capacità interpretativa. Conosciuti in Italia soprattutto dopo l’Unplugged MTV del 1996, in patria sono considerati all’altezza dei Nirvana e Pearl Jam.

Come i Nirvana, hanno raccontato con sincerità il proprio malessere esistenziale e forse quello di una generazione, che si è identificata nei loro testi.

Nel 1992 pubblicano il loro terzo album “Dirt”

che rappresenta un vero capolavoro.

Se volete vederli, giovani e affettuosi..

se volete vederli malinconici..

se infine volete vedere il rimpianto Layne Staley, in una delle sue ultime uscite pubbliche..

 

Con il lamento che apre l’album “Them Bones”

con la robusta “Dam That River”

con il brano “Rooster” scritto da Cantrell per raccontare l’esperienza del padre in Vietnam

con l’intensa “Down In A Hole”

con la bella “Would?”

 

Signore e Signori

Ecco a Voi

Alice in Chains in Dirt (1992)

Buon ascolto e come sempre buon Venerdì

 

Fabrizio Savelli

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