Manolo Blahnik a Praga

Per la rubrica di moda di questo mese ho scelto di parlare di Manolo Blahnik, stilista di scarpe che mi appassiona da sempre e di cui ho visto una settimana fa, una sua retrospettiva al Museum Kampa di Praga.

Sono rimasta estremamente colpita da questa città dall’atmosfera magica, dal centro storico protetto dall’Unesco, dalle note dei violini che allietano la passeggiata sul ponte Carlo, da Malá Strana, l’incantevole “piccolo quartiere” sulla sponda sinistra della Moldava ai piedi del meraviglioso castello sulla collina che sovrasta la città con i suoi tesori e il vicolo d’oro. Mi sono innamorata delle antiche dimore storiche e dei locali suggestivi dove bere dell’ottima birra ceca, del misterioso orologio astronomico che ad ogni ora diventa lo spettacolo più ambito per centinaia di visitatori in piedi davanti alla torre ad aspettare che incominci lo spettacolo di personaggi che si animano e poi si bloccano per un’altra ora…e ancora durante un pomeriggio di pioggia mi son lasciata suggestionare dal quartiere ebraico, quartiere che porta indietro nel tempo, le cui pietre sembrano bisbigliare all’orecchio dei passanti la storia che fu…

Praga è l’immagine poetica del passato, ma è anche una città che si muove velocemente verso il futuro, gli ultimi decenni infatti l’hanno cambiata, togliendole la polvere scura e triste del passato per darle il lustro del nuovo, probabilmente eccessivo per alcuni versi, in quanto negli anni sono spuntati qua e la esercizi commerciali che non hanno nulla a che vedere con i vecchi negozietti tradizionali, basta dare uno sguardo a piazza San Venceslao ad esempio, dove malgrado tutto il suo fascino intriso di storia, sono sorti negli anni catene di locali per turisti e flagship store alla moda, ma basta poco per ritrovarsi in angoli più romantici e pacifici come l’isola di Kampa, un’isola artificiale divisa dal Piccolo Quartiere di  Malá Strana, attraversata dal suggestivo canale di approvvigionamento d’acqua dei mulini, chiamato “Canale del diavolo” (in ceco Čertovka).

Il nome del canale pare tragga origine da una donna indemoniata che viveva nella vicina piazza dei Maltesi…ed è qui che passeggiando nei giardini alla ricerca di ristoro, mi sono imbattuta nel Museum Kampa e nella mostra aperta dal’ 11 agosto fino al 12 Novembre dal titolo: “The Art of the shoes”di  Manolo Blahnik…come dire…una gradita ciliegina sulla torta!

La mostra è stata presentata lo scorso gennaio a Palazzo Morando|a Milano, dopodiché esposta all’Hermitage di San Pietroburgo, successivamente approdata a Praga toccherà infine nel 2018 il prestigioso Bata Shoe Museum di Toronto, terminando con l’esposizione al Museo Nacional de Artes Decorativas di Madrid.

Se pronuncio Manolo Blahnik oltre naturalmente alle Mary Jane, i tacchi a spillo e le cosidette “Manolos“, molto probabilmente la vostra memoria televisiva potrebbe far riaffiorare nei ricordi la famosissima serie di episodi di Sex and the City dove l’attrice Sarah Jessica Parker, fashion victim di eccellenza, rappresentava  l’ossessione anni ’90 per la moda e strinse con lo stilista un legame indissolubile che ancora oggi lega nell’immaginario collettivo la serie televisiva al nome di Manolo Blahnik.  Lo stilista è stato definito, dopo le quattro attrici protagoniste la quinta star della serie, (o forse la sesta, considerando anche come vera protagonista, New York).

Nato a Santa Cruz de la Palma nelle Isole Canarie da padre proveniente dalla  Repubblica Ceca e madre spagnola, crebbe in una piantagione di banane.

Blahnik si laureò all’Università di Ginevra in letteratura nel 1965 e successivamente proseguì con studi artistici a  Parigi; si trasferì a  Londra nel 1970  e aprì il suo primo negozio nel 1973 acquistandone uno già esistente chiamato Zapata nel Chelsea.

Le sue scarpe, vendute in tutto il mondo, spaziano nel prezzo da centinaia a migliaia di dollari e vantano spesso tacchi vertiginosi, lacci, cuciture e altri dettagli le rendono esemplari unici.

Il suo stile è inconfondibile è irriverente, sexy, lezioso, colorato, audace e brillante.

Le sue scarpe sono architetture senza tempo, curate con grazia e sapienza e fatte per donne desiderose di indossare un bel paio di scarpe esattamente come si indossa un gioiello.

Nel Museum Kampa attualmente sono contenute circa 200 scarpe, 80 disegni scelti dalla curatrice nell’archivio personale dello stilista, che conta oltre 30.000 modelli. L’esposizione, inoltre, intende raccontare la profonda influenza che l’arte e la cultura italiana e non solo, hanno avuto e hanno ancora oggi sullo stile di Manolo. Ad esempio su di lui hanno esercitato grande influenza la scultura greco-romana, il barocco, capolavori cinematografici come Il Gattopardo, paesaggi e tramonti, i coralli di Sicilia, la Russia tanto amata, nonché le sue radici e Praga con i suoi palazzi prestigiosi e i suoi decori.

La mostra è divisa in sei sezioni che esaminano i temi costanti e ricorrenti della carriera di Manolo Blahnik. Si va dai personaggi famosi che hanno ispirato lo stilista alla narrazione degli elaborati dettagli delle opere; dalla passione per l’arte e l’architettura, all’amore per la botanica.

A chiusura alcune tra la serie di scarpe meravigliose e deliziose create per il film “Marie Antoniette” di Sofia Coppola, l’apoteosi di nastri e merletti nelle più belle tinte di pastello. Come non impazzire nel vedere tanta grazia?

Per chi è interessato a visitare la mostra:

Museum Kampa – U Sovových mlýnů 503/2, 118 00 Malá Strana, Repubblica Ceca

http://www.museumkampa.com/en/

 

Eleonora Riccio

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