Trump cancella il piano “Dreamers”. Obama: “Decisione sbagliata e crudele”

Una promessa elettorale mantenuta: il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha deciso di abrogare il programma cosiddetto Daca (Deferred action for childhood arrivals) voluto da Barack Obama per tutelare i “Dreamer”, i giovani arrivati negli Stati Uniti da bambini con genitori illegali, mettendo però in mano al Congresso il destino delle 800mila persone interessate dal provvedimento.

Trump ha però delegato al ministro della Giustizia, Jeff Sessions, il compito di dare l’annuncio, una scelta altamente simbolica (che ha anche suscitato qualche critica) perchè il senso è che l’amministrazione Trump vuole riaffidare il dossier a chi “di competenza” rimettendo al Congresso la responsabilità sul tema, cui viene riconosciuta una finestra di sei mesi per agire. Revocando quindi così non solo il provvedimento, ma di fatto «l’intrusione» di Obama presidente, considerata una “forzatura” oltre le sue competenze costituzionali.

Trump interviene soltanto in seconda battuta, per difendere la sua decisione e in un comunicato sottolinea di non voler punire i giovani per le azioni dei loro genitori, ma che «anche i giovani americani hanno sogni». L’America prima di tutto: l’economia, i posti di lavoro. Lo ha ripetuto nero su bianco, ma è stato Sessions a scandire i dettagli di una sfida politica che di fatto oggi la Casa Bianca lancia al Congresso nel primo giorno di attività a Capitol Hill dopo la pausa estiva, dando il via ad una stagione calda e cruciale per il rapporto della Casa Bianca con il Campidoglio per l’attuazione dell’agenda di Donald Trump.

«Questo provvedimento è stato applicato unilateralmente a fronte di grande controversia e preoccupazioni di natura legale dopo che il Congresso ha respinto diverse proposte», ha spiegato Sessions. «In altre parole, il ramo esecutivo con il Daca ha deliberatamente tentato di ottenere quanto il ramo legislativo aveva specificatamente rifiutato di autorizzare in più occasioni», ha aggiunto, «un esercizio incostituzionale di autorità dalla parte del ramo esecutivo».

Obama: “Decisione sbagliata e crudele”
Abrogare il programma di amnistia per i “Dreamers è «sbagliato», «autolesionista», «crudele». È il giudizio, senza mezzi termini, dell’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama in reazione alla decisione del suo successore, Donald Trump, di revocare il provvedimento a tutela dei `Dreamers´ da lui introdotto nel 2012. Lo ha sottolineato in una nota, pubblicata anche sul profilo Facebook dell’ex presidente. Un’ «ombra» è stata posta «ancora una volta sopra alcuni dei nostri migliori e più brillanti giovani» ha aggiunto l’ex presidente che ha quindi sottolineato: «prendere di mira questi giovani è sbagliato, perché non hanno fatto nulla di male. È autolesionista, perché loro vogliono avviare un nuovo business, lavorare nei nostri laboratori, servire nelle nostre forze armate, dare il loro contributo al Paese che amiamo. Ed è crudele». E ha continuato: «Siamo chiari: l’azione presa oggi non è richiesta legalmente. È una decisione politica e una questione morale».

In America 800mila persone è a rischio
Sta di fatto che il futuro in America di 800mila persone è a rischio: si tratta nella gran parte di giovani che, come sottolineato dai molti critici anche repubblicani della scelta di Trump, «non conoscono altro paese». Spicca tra questi il senatore repubblicano John McCain il quale parla di «approccio sbagliato sull’immigrazione» da parte di Trump «in un momento in cui è necessario che entrambe le parti (politiche ndr)si uniscano per riformare il sistema e rendere e garantire la sicurezza delle frontiere».

Le proteste
Nelle piazze intanto la rabbia accende la protesta: un’onda che parte dalla piazza antistante la Casa Bianca, si gonfia davanti alla Trump Tower a New York e poi si propaga velocemente in tutto il Paese: centinaia tra studenti e docenti alla “Metro State University” di Denver, in Colorado; ma anche a Phoenix, a Miami, a Los Angeles. A Chicago il sindaco democratico Rahm Emanuel ne ha parlato in una scuola superiore garantendo agli studenti interessati dal programma che nella sua città sono «benvenuti».

Il “Deferred Action for Childhood Arrivals” (Daca) era stato difeso la settimana scorsa da 300 top leader americani incluso il numero uno di Apple, Tim Cook e di Facebook, Mark Zuckerberg che oggi sul suo profilo ha criticato apertamente l’amministrazione Trump. Zuckerberg ha definito quello odierno un «giorno triste». Secondo lui «la decisione di mettere fine al `Daca´ è sbagliata».

«È particolarmente crudele offrire a giovani persone il Sogno Americano, incoraggiarle a emergere dall’ombra e a fidarsi del nostro governo per poi punirli». Zuckerberg considera «amici e vicini» gli individui coperti dal Daca (i cosiddetti «dreamers» sono circa 800mila).

fonte: LASTAMPA.it

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