Atomica Bionda – David Leitch

9 Novembre 1989 caduta del Muro di Berlino.
Alla vigilia di questo evento che segnò la storia del secolo scorso, si respirava forte ormai l’aria del cambiamento in un’atmosfera caotica e di sensazione apocalittica. In vista dei cambiamenti anche nelle alleanze delle superpotenze, i servizi segreti di tutto il mondo occidentale si attivano per recuperare informazioni vitali inerenti il periodo della Guerra Fredda. L’Intelligence britannico, per questa delicata missione e per un’altra parallela operazione di spionaggio, invia a Berlino il suo migliore agente : Lorraine Broughton (Charlize Theron) atomica bionda, appunto, che dovrà collaborare con il direttore della sede locale, David Percival (James McAvoy) già insediato lì da tempo…

La pellicola è l’adattamento cinematografico della graphic novel The Coldest City (scritta nel 2012 da Antony Johnston e illustrata da Sam Hart) e, proprio per questo, le mie aspettative non erano molto alte. Avevo voglia di leggerezza, quando ho scelto questo film, e pensavo che mi sarei trovata davanti ad una pellicola scorrevole, sicuramente con un certo ritmo, ma più che altro incentrata su una specie di eroina dei fumetti. David Leitch invece – alla sua seconda regia, dopo il film John Wick del 2014 – mi ha sorpreso  facendone uno spy movie intenso e coinvolgente abbandonando i chiaroscuri alla Sin City, per intenderci, e puntando sui colori fluo e in generale freddi, che si confanno perfettamente al clima ambientale dal punto di vista geografico ma anche sociopolitico. Sicuramente è questo uno dei punti di forza del film. Di altrettanto impatto è l’ambientazione: una città, la Berlino di allora, fatiscente e “metallica” di giorno, cupa e altrettanto fredda di notte, come a trasmettere un perpetuo stato di inquietudine e allerta. In sintesi: fotografia impeccabile, che ci riporta in quel periodo come fosse una macchina del tempo.

Altra scelta stilistica azzeccata è la colonna sonora, talmente allineata al contesto che a tratti si ha la sensazione di guardare un lunghissimo videoclip. Ci si lascia trasportare all’inizio dalle note di 99 Luftballons di Nena  (diventata canzone simbolo dell’epoca), e si continua con David Bowie, Depeche Mode, The Cure, New Order e altri, a vivere l’atmosfera di quel momento storico.
La stessa cura e attenzione ai dettagli, è riservata ai costumi che ne delineano perfettamente i personaggi, e tutto l’insieme conferisce al film uno stile che oscilla costantemente tra il punk e il pop.
Sembrerebbe scontato, visto che Leitch nasce proprio come stuntman, ma va detto che l’altro elemento funzionante, perché accorda ritmo e pathos a tutta la pellicola, è il buon lavoro sulle coreografie d’azione (anche se a mio avviso alcune scene potevano essere un po’ ridotte nei tempi).

Riguardo al cast:  più atomica di Charlize Theron, non riesco ad immaginare altra bionda!  Sensuale anche suo malgrado, ma spietata all’occorrenza. Intensa sempre, e non faccio riferimento solo alla sua fisicità, i primi piani in cui esprime sofferenza o disprezzo, anche con il viso tumefatto, sono efficaci quanto battute taglienti, e non si è risparmiata neanche nelle coreografie dei combattimenti.  Notevoli anche gli altri interpreti, a partire da James McAvoy, che non è nuovo a questo tipo di personaggi, Toby Jones in un ruolo davvero congeniale a lui, John Goodman che riesce ad essere sempre una spalla perfetta per i protagonisti, Sophie Bautella  altra presenza femminile gradevole e intrigante, ed Eddie Marsan attore britannico che mi piacerebbe vedere più spesso sullo schermo.

In conclusione, mi sono accomodata in sala con l’idea che avrei “spento” per un po’ la testa, guardando scorrere immagini veloci, e una Wonder Woman che avrebbe fatto giustizia (sfogandosi al posto mio) a suon di calci e pugni… non avevo intenzione di recensirlo, invece, vi dirò: l’unica pecca di questo film è forse proprio il titolo troppo didascalico. Lei è sicuramente una bionda atomica ma, oltre la tinta c’è di più!

Francesca Micci

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