Bandiere rosse con falce e martello, ritratti di Lenin e Stalin: a Mosca tornano i comunisti

Bandiere rosse con falce e martello, ritratti di Lenin e Stalin, slogan contro il capitalismo e contro il “nemico” borghese. Mentre il Cremlino ignora strategicamente il centesimo anniversario della Rivoluzione d’ottobre, i comunisti radunano migliaia di persone nel centro di Mosca per celebrare l’ascesa al potere dei bolscevichi.

I “rossi” hanno attraversato viale Tverskaya e si sono poi concentrati nel luogo probabilmente più evocativo per l’evento che vogliono commemorare, quanto meno per il nome che porta: Piazza della Rivoluzione, a due passi dalla Piazza Rossa e proprio di fronte al celebre teatro Bolshoj.

Tra i veterocomunisti che si sono dati appuntamento nel cuore della capitale russa ci sono persone avanti con gli anni che rimpiangono l’antica grandezza dell’Urss e continuano fermamente a credere nei dogmi politici che gli sono stati inculcati da ragazzi. Ma anche giovani che pensano che si stava meglio quando si stava peggio e condannano le grandi disuguaglianze create nella società russa dal crollo dell’Urss e dal conseguente avvento del capitalismo.

«Siamo qui per dimostrare la nostra fede nel marxismo-leninismo. Siamo pronti a lottare fino alla fine contro le ingiustizie del capitalismo», dice con convinzione Pavel, un attivista appena 18enne del Kprf, il partito comunista russo di Ghennadij Zyuganov in teoria all’opposizione ma di fatto sovente schierato con Russia Unita di Vladimir Putin sulle questioni che contano. La 78enne Tatiana invece difende Stalin: «Ha fatto il bene del popolo sovietico», afferma. E i milioni di morti? «Si vede che erano nemici del popolo», dice chiudendo il discorso.

Centinaia di poliziotti sorvegliano la zona. Non si registrano comunque disordini e il clima è tutt’altro che teso. Ai lati della piazza qualcuno ha steso dei cartoni sull’asfalto e vende libri sul comunismo, vecchie spillette con falce e martello e persino un calendario del 2018 con ritratti di Stalin. Il volto baffuto del sanguinario dittatore sovietico è forse quello più presente tra i cartelloni esibiti dai comunisti. Seguono Lenin e, con un certo distacco, Karl Marx. Il filosofo si rifà però con le foto ricordo che tanti si fanno scattare davanti alla sua grande statua in piazza della Rivoluzione.

Ci sono anche tanti stranieri: italiani, argentini, libanesi, turchi. Tutti comunisti ovviamente. Tra loro anche il segretario del Partito comunista italiano Marco Rizzo, che su Stalin sembra pensarla un po’ come l’anziana Tatiana: «Il socialismo che ha costruito l’Unione sovietica – dice – è stato quello di Lenin e di Stalin. Quel socialismo ha portato la Russia dell’aratro alla bomba atomica». Dei milioni di innocenti uccisi o mandati a morire nei gulag non si cura troppo. «Bisogna contestualizzare: Stalin ha dovuto affrontare Mussolini, Hitler e la democratica America che sganciava una bomba atomica dietro l’altra», afferma.

Vladimir Putin ha deciso invece di ignorare completamente i cento anni della Rivoluzione d’ottobre. Sa bene che è una questione che divide la popolazione. Secondo un recente sondaggio del centro demoscopico statale Vtsiom, il 45% dei russi valuta positivamente la Rivoluzione, il 43% invece negativamente. Esaltarla o condannarla potrebbe significare erodere il proprio consenso stellare proprio a pochi mesi dalle presidenziali del prossimo marzo. Meglio non rischiare.

Del resto, il 7 novembre (era il 25 ottobre nell’antico calendario russo) le autorità di Mosca da tempo non commemorano più la rivoluzione bolscevica. Ora preferiscono ricordare la leggendaria parata militare del 7 novembre 1941 in Piazza Rossa, quella dalla quale i soldati sovietici partirono direttamente per il fronte per combattere, e sconfiggere, l’invasore nazista.

Anche oggi, come ogni anno, nella piazza più’ famosa di Mosca si è svolta una ricostruzione storica in costume di quell’evento. La vittoria nella seconda guerra mondiale è una pagina di storia che non divide i russi, ma li unisce. E che il Cremlino sa sfruttare magistralmente per propagandare un’immagine della Russia come grande potenza gloriosa e vincente.

fonte: LASTAMPA.it

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
0 Commenti

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

©2017 virgoletteblog.it ideato da Filippo Piccini sito web realizzato da Riccardo Spadaro

Log in with your credentials

Forgot your details?