La Commissione promette agli Stati 50 miliardi di euro grazie alla nuova direttiva anti-elusione

Gli Stati membri dell’Unione Europea riscuoteranno complessivamente circa 50 miliardi di euro annui in più di imposte a partire dal 2019, grazie soprattutto alla direttiva comunitaria contro l’elusione fiscale, che entrerà in vigore in quell’anno. Lo ha affermato oggi a Milano la commissaria europea alla Concorrenza, la danese Margrethe Vestager, nel discorso pronunciato all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Bocconi.

Una fonte della Commissione Europea ha precisato che quei 50 miliardi di euro equivalgono all’importo totale dell’elusione fiscale attualmente compiuta nell’Ue da multinazionali che godono di speciali accordi in materia tributaria (i cosiddetti tax rulings) con alcuni Stati membri. Vestager ha avvertito che la Commissione Europea continuerà ad opporsi a quei tax rulings che comportino vantaggi illegali in termini di concorrenza ad alcune società o multinazionali. La stessa Commissaria ha, però, chiarito che non tutti i tax rulings sono illegali, e che questo tipo di accordi esistono in ben 23 (dei 28) Stati dell’Ue. «La buona notizia – ha detto – è che la maggioranza di loro non danno quei benefici (illegali)». «Il problema – ha aggiunto – è che a volte queste decisioni (i tax rulings) aiutano le imprese ad evitare le tasse».

«La nostra autorità – ha, però, sostenuto Vestager, alludendo alla Commissione Europea – può scoprire le imprese che non paghino le tasse dove dovrebbero. In tal caso, la concorrenza non funziona come dovrebbe. Non c’è differenza tra un sussidio erogato (da uno Stato) in denaro o sotto forma di sgravio fiscale». «Continueremo ad aprire inchieste ogni volta che ci paia che siano concessi aiuti di Stato (fiscali)», ha promesso la Commissaria, avvertendo che i tax rulings nocciono in particolare alle società «stand alone», ossia quelle non appartenenti a un gruppo multinazionale. Vestager ha, inoltre, espresso l’intenzione della Commissione Europea di garantire il rispetto di quel «contratto sociale», per cui tutti i cittadini e tutte le imprese pagano le tasse, in cambio di servizi pubblici.

Per opporsi all’elusione fiscale da parte delle multinazionali nell’Ue, la Commissione Europea è anche determinata a istituire la cosiddetta Web tax, l’imposta specifica sulle grandi società transfrontaliere del settore digitale, in altre parole i colossi che operano su Internet. «L’idea è molto, molto importante» ha dichiarato Vestager, secondo cui la Web tax dovrebbe essere calcolata sul «fatturato» di quelle multinazionali operanti nell’Ue. Ma la stessa Commissaria ha avvertito che non sarà facile determinare la base esatta di questa tassa. Riguardo l’istituzione della Web tax, Vestager ha, inoltre, espresso la predilezione della Commissione Europea per un accordo internazionale, in particolare nell’ambito dell’Ocse. La stessa Commissaria ha, però, avvertito che, qualora quell’accordo non fosse possibile, la Commissione Europea presenterebbe una proposta per legiferare su quella materia in ambito comunitario.

All’inaugurazione dell’anno accademico della Bocconi, il presidente dell’ateneo, Mario Monti, ha, infine, criticato quelli che a suo giudizio sono i programmi fiscali «fake», ossia non realistici, di alcuni partiti italiani, senza però citarne alcuno.

fonte: LASTAMPA.it

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