The Bye Bye Man – Stacy Title

Nelle ombre caliginose che i nostri peccati gettano sul mondo, si nascondono entità buie che attendono solo che gli venga dato un nome.

Un nome che forzerà, come farebbe una chiave, la serratura della nostra realtà.

Alcuni crimini sono talmente barbari e immotivati, da spingere le persone a rimanere incredule. A domandarsi se sia possibile che tanta demoniaca crudeltà possa annidarsi in una persona all’apparenza tranquilla.

Così, dietro un caricatore svuotato nelle viscere di perfetti sconosciuti, si cela non un uomo. Ma un mostro.

The Bye Bye Man (2017), diretto da Stacy Title (Hood of Horror – Let the Devil Wear Black), riesuma la bieca credenza in qualcosa di soprannaturale, capace di assediare la mente delle persone distorcendone la realtà. La verità si sfibra lentamente, piegandosi e rivelando specchi che riflettono la volontà omicida di qualcosa che non è di questo mondo.

Il plot è abusato come un bagno pubblico, anche se il guizzo per qualcosa di interessante sembrava esserci. L’idea di generare una figura ostile, che scava nelle paure delle persone ossessionandole, poteva dare vita a un nuovo “incubo”.

Ma non è andata così… purtroppo.

Ogni mostro, assassino, insetto mutante o demone ha una sua storia. Un mondo oscuro che lo ha accolto (o vomitato fuori, dipende dai casi!) ricucendo le sue ferite e dandogli il pass per infliggerne agli altri. The Bye Bye Man invece non ha radici, ne una genesi. Anche se troppo spesso il male e la violenza non hanno moventi, ma sembrano il frutto di una follia improvvisa, tutto ha comunque un’origine ed è l’unica cosa che può apparentemente consolarci.

Il nostro Man appare annunciato dal rumore di un treno. Perché? Ah non chiedetelo a me! Non solo… al suo arrivo delle monete antiche cadono e un mastino infernale fa il suo ingresso.

Ora… passi per il treno, passi per le monete, ma il cane è quanto di più brutto e dozzinale si possa fare con la computer grafica. Credo il cane sia il vero mistero da risolvere! Peccato, perché mortifica un villain (che giova della professionalità di un veterano come Robert Kurtzman) interessante. Nascosto nei suoi lunghi silenzi, nel suo cappotto liso e in uno sguardo sinistro.

Nel cast figurano nomi come quello di Faye Dunaway, Carrie-Ann Moss e Doug Jones. Mentre le due Signore vengono relegate a ruoli marginali e con lo spessore di un cracker, Doug Jones scivola nei panni di un villain che lo rende credibile, sprecato da un contesto che non offre risposte e lo lascia volare via come un volantino sfuggito a un parabrezza.

Miei Carissimi… se volete invitare un amico fifone o la vostra ragazza suggestionabile (e fare la figura del leone!) a vedere un horror a casa vostra, allora The Bye Bye Man potrebbe fare al caso vostro! Se invece siete a caccia di un film capace di smuovervi le budella… cercate dal macellaio e avrete più fortuna.

Il mantra del film ripetuto ossessivamente è “Non dirlo, non pensarlo…” io voglio rassicurarvi sul fatto che farete fatica persino a ricordarlo!

Serena Aronica

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