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I GIORNALI ITALIANI SONO I PIÙ SOCIAL

È ormai noto che l’avvento del web 2.0, e cioè l’evoluzione interattiva di internet, quella che permette all’utente di un sito o di un blog di non ricevere passivamente l’informazione ma di interagire con essa, abbia rivoluzionato il mondo dei mass media. Quello che non è ancora del tutto chiaro sono gli effetti che tale rivoluzione ha portato. Si assiste infatti ad una serie di “sperimentazioni” sui new media nella diffusione di notizie, che va dalla semplice pubblicità di un articolo tramite post su Twitter all’applicazione di un quotidiano per smartphone.

Una delle possibili forme di questa sperimentazione sembra essere la pagina personalizzata di un quotidiano o di un giornale in generale sul social network per eccellenza: Facebook. In questi casi infatti, un network crea una propria pagina fan su Facebook. A quel punto tutti gli utenti hanno la possibilità, cliccando su “Mi piace”, di seguire gli  aggiornamenti della pagina, che molto spesso riguardano articoli pubblicati dal sito web di quel giornale.

Attraverso questo meccanismo molti utenti hanno la possibilità di crearsi una rassegna stampa personalizzata sul proprio profilo Facebook. Basta infatti cliccare sul pulsante “Like” dei quotidiani ritenuti più attendibili o degni di attenzione, ed ecco che la bacheca si riempie di articoli lanciati ad intervalli di tempo non molto lunghi dai vari giornali on line.

La pratica del “social newspaper” tuttavia sembra essere una peculiarità tutta italiana. Stando ai dati pubblicati dal Poynter Institute sui fan Facebook dei quotidiani, si evince che i giornali italiani hanno puntato su questa particolare tipologia di marketing in manieramolto più decisa rispetto ai colleghi europei o del mondo intero. La classifica mondialeinfatti parla chiaro: primo posto assoluto per il prestigioso New York Times con 1,9 milioni di utenti, seguito  al secondo posto dal Times of India con 1,5 milioni. Dopo questi due, immense praterie inesplorate distanziano il terzo posto ricoperto dall’ italiano La Repubblica, con circa 721 mila followers. Quarta posizione per Il Fatto Quotidiano, che può contare su 691 mila fan, quinta per il giornale albanese Gazeta Online (625 mila).

Se si considera che quotidiani come il NYT o Times of India rappresentano realtà molto più grandi dei quotidiani italiani, sia in termini di tiratura che di bacino di utenza (sono entrambi in lingua inglese), ci si rende conto dell’enorme sforzo che sostengono giornali come Repubblica oIl Fatto Quotidiano a mantenere simili posizioni.

Il punto di forza di tali pagine sta forse nel saper creare, attorno ai propri pezzi, una sorta di dibattito attivo insieme ai lettori, incentivandoli a condividere il link per poi discuterne con i propri amici, contribuendo così anche alla sua diffusione. Il popolo dei social network infatti è un popolo piuttosto giovane, aperto alle nuove forme di socializzazione e con più tempo a disposizione rispetto ad un lettore medio del quotidiano cartaceo per condividere e commentare l’articolo.

Anche nella classifica europea gli italiani la fanno da padroni. Oltre ai già citati troviamo, al quarto posto, il Corriere della Sera con 600mila “likers”, seguito dal tedesco Bild Zeitung (515 mila) e Marca, quotidiano sportivo spagnolo con 395 mila fan.

I motivi di questo primato italiano non sono ben chiari. L’assenza dalle classifiche dei giornali del Nord-Europa (paesi dove notoriamente il rapporto quotidiani/cittadini è ben più alto)  potrebbe far pensare che i giornali italiani tendono a compensare con il web una più bassa diffusione del giornale cartaceo. Tuttavia l’assenza nelle classifiche di altri paesi mediterranei a bassa diffusione di cartaceo confuta in parte questa tesi (il primo dei paesi mediterranei non italiano èMarca che, tra l’altro, è un quotidiano sportivo).

In questo piccolo successo italiano si infila anche il “rompiscatole per eccellenza” Beppe Grillo.

Alla luce dei dati del Poynter Institute infatti il comico-blogger-politico italiano ha dichiarato: “I fan FB di beppegrillo.it sono 748.936. Quindi se il blog fosse un quotidiano, magari finanziato dallo Stato, sarebbe primo in Italia, primo in Europa e terzo nel mondo”.  Il tutto sta a capire se gli utenti diventano fan del blog di Beppe Grillo perché fornisce notizie interessanti e degne di attenzione, oppure per simpatia o stima nei confronti del blogger. Senza sminuire però il lavoro effettuato da Beppe Grillo che, almeno su Facebook, dimostra di avere un seguito che non ha eguali né tra i giornali né tantomeno tra i leader politici italiani.

da youtrend.it

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