Pensieri

PERCHÈ SYRIZA FA COSÌ PAURA ALL’EUROPA? ECCO CHE COSA VUOLE LA SINISTRA GRECA

Data per vittoriosa alle elezioni di oggi in Grecia,  non ha intenzione di uscire dall’euro ma vuole rinegoziare le condizioni per rimanerci. Prevede  l’introduzione di referendum vincolanti sui trattati. Forte taglio alle spese militari e nessuno per quelle sociali. Riconoscimento per i diritti gay e immigrati.


L’Europa sa, i mercati pure, che se le urne daranno ragione ad Alexis Tsiparas e alla sua formazione di sinistra, Syriza, per le sue mani passerà buona parte del futuro della moneta unica. Tsiparas, che si è detto sicuro della vittoria, è l’uomo che almeno per un week-end ha tenuto in pugno l’eurozona. Il boom delle elezioni dello scorso maggio potrebbe essere ancora migliorato. I sondaggi infatti danno a Syriza circa tre punti percentuali in più di Nea Dimokratia.

Perchè Syriza fa così paura all’Europa? Ecco il programma di governo di un partito più simile a Sel di Vendola, che alle 5 stelle di Grillo. Nonostante la recente e composita formazione, si dice pronto a ridisegnare la Grecia e, forse, anche l’Unione Europea.

ECONOMIA: NO ALLA DRACMA  In primo piano c’è l’annullamento del programma di austerity concordato a marzo con la troika dell’Unione Europea e del Fondo Monetario Internazionale in cambio degli aiuti. Sotto osservazione il debito pubblico, per cui è previsto l’audit, una valutazione per stabilire come ripianarlo. Intenzione di Syriza è la rinegoziazione degli interessi e la sospensione dei pagamenti fino a quando l’economia si sarà ripresa. Alexis Tsipras non sembra voler abbandonare la moneta unica. Ma per rimanere nell’eurozona verrà chiesto all’Ue un cambiamento nel ruolo della Bce perché finanzi direttamente gli Stati.

COLPIRE I RICCHI Entro i confini nazionali saranno i ricchi ad essere colpiti dalle tasse con l’imposta sul reddito che raggiungerà il 75% per tutti i redditi al di sopra di mezzo milione di euro l’anno. Prevista la cosiddetta Tobin Tax e la tassa sul lusso. Nel mirino di Syriza il segreto bancario, la fuga di capitali all’estero e i privilegi fiscali di cui beneficiano Chiesa e armatori navali. Per contro ecco sovvenzioni fino al 30% del loro reddito per le famiglie che non possono sostenere i mutui. Il grande progetto di Tsiparas è la nazionalizzazione delle banche e delle imprese ex-pubbliche in settori strategici per la crescita del paese (ferrovie, aeroporti, poste, acqua).

INNALZAMENTO SALARIO MINIMO La riforma del lavoro prevede subito l’innalzamento del salario minimo al livello pre-tagli imposti dal memorandum (751 euro lordi al mese), la parità salariale tra uomini e donne, l’introduzione di limitazioni ai contratti precari e l’impulso ai contratti a tempo indeterminato. Inoltre è in programma l’estensione della protezione del lavoro e dei salari per i lavoratori a tempo parziale oltre al recupero dei contratti collettivi.

FUORI DALLA NATO E TAGLIO ALLE SPESE MILITARI Syriza ha le idee chiare sulle scelte da compiere nei rapporti internazionali. In primis l’esclusione del paese dalla Nato e il ritiro delle truppe greche dall’Afghanistan e dai Balcani: con il governo di Tsiparas nessun soldato sarà inviato fuori dalle frontiere della Grecia. Saranno aboliti gli accordi di cooperazione militare con Israele e verrà ufficialmente appoggiata la creazione di uno Stato palestinese nelle frontiere del 1967. Nei piani del governo anche un accordo stabile con la Turchia, la chiusura di tutte le basi straniere in Grecia e in generale un taglio drastico alla spesa militare.

PIÙ PROTEZIONE SOCIALE Nei programmi della coalizione c’è l’impegno del governo peraumentare i sussidi per i disoccupati, aumentare la protezione sociale per le famiglie monoparentali, anziani, disabili e famiglie senza reddito oltre a sgravi fiscali per i beni di prima necessità. In programma l’impiego di edifici del governo, delle banche e della chiesa per ospitare i senzatetto.

SANITÀ A LIVELLO UE Fornire gratuitamente la sanità pubblica a disoccupati, senza tetto o a chi è senza reddito adeguato è uno dei cavalli di battaglia di Tsiparas, che vuole adeguare i fondi della sanità pubblica ai livelli dell’Unione Europea (la media europea è del 6% del Pil, la Grecia spende il 3); vuole eliminare i ticket a carico dei cittadini e sarà iniziata l’opera di nazionalizzazione degli ospedali privati eliminando ogni partecipazione privata nel sistema pubblico sanitario.

DIRITTI UMANI E MATRIMONI GAY I diritti degli omosessuali sono sostenuti da Tsiparas, in particolare quello del matrimonio, per il quale sarà previsto lo stesso trattamento rispetto al matrimonio eterosessuale. Syriza in questo senso ha già svolto un ruolo cruciale nell’organizzazione dei primi matrimoni omosessuali dimostrativi in Grecia, nel 2008, nonostante la forte  opposizione della chiesa greco-ortodossa, che come la chiesa cattolica romana non accetta nemmeno le unioni civili. Nel programma un occhio di riguardo viene dato ai migranti per i quali Syriza garantisce il rispetto dei diritti umani nei centri di detenzione e il pieno accesso alla sanità e all’educazione in un percorso di inserimento nella società.

POTERI FORTI E CASTA Entro i confini sono diversi i campi nei quali Syriza vuole intervenire in tempi brevi, a partire dalla riforma costituzionale per garantire la separazione tra Chiesa e Stato e la protezione del diritto alla istruzione, alla sanità e all’ambiente. Inoltre, si crede fortemente al ruolo dei cittadini nei confronti delle decisioni dell’Ue: per questo è prevista l’introduzione di referendum vincolanti sui trattati e altri accordi rilevanti europei.  La lotta alla casta è un diktat della coalizione della sinistra radicale, in programma l’abolizione di tutti i privilegi dei deputati e la rimozione della speciale protezione giuridica dei ministri.

FORZE DI POLIZIA E DEPENALIZZAZIONE Deve cambire qualcosa anche in materia di sicurezza con la smilitarizzazione della guardia costiera e lo scioglimento delle forze speciali anti-sommossa. Previsto il divieto della presenza di poliziotti con il volto coperto o con armi da fuoco nelle manifestazioni. Come è stato recentemente stabilito in altri paesi del mondo (ad esempio in Messico) per iniziare la lotta al grande traffico degli stupefacenti è prevista la depenalizzazione del consumo.

da ILVOSTROQUOTIDIANO.it 

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