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SICUREZZA: ROMA È LA QUINTA CITTÀ PIÙ PERICOLOSA D’ITALIA, MA PER IL PDL LA COLPA È DELLA CRISI ECONOMICA

Roma Violenta. I dati sulla sicurezza del 2011 pubblicati oggi dal Sole 24 Ore, già anticipati da Paese Sera lo scorso aprile,  relegano la Capitale in quinta posizione fra le provincie più insicure per numero di reati denunciati pro capite.


Nanni: “Il cavallo di battaglia di Alemanno si è trasformato in una debacle per il sindaco”. Sammarco (Pdl): “Il Pd dovrebbe imparare a lavare i panni sporchi in casa prima di parlare”. Minimizza il primo cittadino: “A Roma i reati, che in Italia aumentano ovunque, aumentano meno che da altre parti”.

Crescono i reati  e a distanza di quattro anni sembra finito l’effetto della tolleranza zero. Ammesso che sia mai iniziata. E’ questa la prima analisi possibile dei dati nazionali sulla sicurezza forniti dal ministero degli interni e pubblicati sull’edizione odierna del Sole 24 ore. Con 6138 denunce ogni centomila abitanti Roma è la quinta città più pericolosa di Italia e,  dopo tre anni di stallo, crescono i reati nella provincia di Roma. A destare maggiore preoccupazione sono soprattutto i borseggi (18,799) aumentati del 13,4 % rispetto al 2010, e le rapine (4232), cresciute dell’8,7% sempre rispetto all’anno precedente. Un numero questo che in realtà si fa ancora più pesante nel solo comune di Roma, dove il dato di 3552, che proprio Paese Sera anticipò sull’edizione cartacea di aprile, rappresenta un incremento superiore al 30% rispetto all’anno precedente.

LE REAZIONI – Con un aumento dei furti del 10,7 % (erano 115803 nel 2010, sono stati 127582 nel 2011), a poco meno da un anno dalle elezioni del 2013, sembra quindi giunto al capolinea il paradigma della tolleranza zero con cui l’aspirante sindaco Alemanno nel 2008 riusci a spostare i voti decisivi per l’elezione a sindaco. “Alemanno vinse a Roma – ricorda Marco Miccoli, segretario cittadino Pd – speculando su fatti di cronaca nera (caso unico in Italia) e promettendo una città più sicura”. Era infatti il novembre del 2007  quando l’attuale sindaco improvvisò un comizio in prossimità della morte di Giovanna Reggiani, violentata e uccisa nei paraggi della stazione ferroviaria di Tor di Quinto: la tolleranza zero non era una semplice promessa, ma una garanzia, che però nel tempo è franata di fronte all’evidenza della realtà. “I dati pubblicati oggi dal Sole 24 – denuncia in una nota Dario Nanni, consigliere Pd e membro della commissione sicurezza – confermano Roma come seconda città italiana per reati con un consistente aumento di rapine e borseggi. L’indagine tra l’altro non tiene conto dell’escalation nella capitale di regolamenti di conti e gambizzazioni che ne hanno insanguinato le strade nel corso del 2011 e dell’inizio del 2012. Gli esponenti del Pdl nazionale e locale – conclude Nanni – hanno ben poco di che rallegrarsi dei dati diffusi dal Sole 24 ore, visto che della sicurezza avevano fatto il loro cavallo di battaglia elettorale che si è trasformato purtroppo per i romani in una débâcle totale”.

Insomma, nonostante il terzo Patto per Roma Sicura sia stato varato solo pochi mesi fa, fra tagli e incertezze, Roma torna ad essere una città sempre meno sicura. Per ora infatti sono arrivati solamente i carabinieri, previsti dal patto; delle nuove caserme, che dovevano essere allestite nei quartieri periferici più caldi, come Borghesiana e Infernetto, non vi è ancora traccia. Eppure per Giorgio Ciardi, delegato alla sicurezza del sindaco Alemanno, non c’è da preoccuparsi più di tanto, la crescita dei reati  è da imputare esclusivamente alla delicata situazione del paese. “Non possiamo non constatare come i contraccolpi del clima economico sociale che il nostro Paese sta attraversando si ripercuotano anche sulla sicurezza”. Piuttosto che riflettere sulla situazione cittadina, in tanti dal Pdl invitano il Pd a guardare nel giardino di casa propria, magari in quelle città come Milano o Napoli, amministrate da coalizioni di centrosinistra.“Il Pd dovrebbe imparare a lavare i panni sporchi in casa prima di parlare – replica stizzito il coordinatore del Pdl provinciale, Gianni Sammarco  – I dati  dimostrano sì che i reati in Italia tornano a crescere, anche purtroppo a causa della crisi economica che sta attanagliando il nostro Paese, ma in modo diverso a quello che immagina, e spera, chi accusa ogni giorno l’amministrazione Alemanno”. Minimizza il sindaco che se la prende con Milano “Roma nel rapporto tra reati e numeri di cittadini è al quinto posto – commenta Gianni Alemanno – mentre Milano è al primo”. Il primo cittadino ha poi sottolineato che “a Roma i reati, che in Italia aumentano ovunque, aumentano meno che da altre parti”.

da PAESESERA.it

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