Le week-end – Roger Michell

Ingannevole è il trailer più di ogni cosa e questo riferimento calza a pennello al film in questione. Non aspettatevi di vedere la classica commedia romantica girata a Parigi, anche se il regista Roger Michell deve la sua fama proprio a “Notting Hill” famosa pellicola di qualche anno fa con Hugh Grant e Julia Roberts, dove un novello cenerentolo, riusciva a far breccia nel cuore di una famosissima attrice hollywoodiana nello splendido quartiere londinese.

“Le week end” non è niente di tutto questo, qui siamo a Parigi (che per una volta non fa da sfondo a una nascente passione), in presenza di due ultracinquantenni ( i magnifici Jim Broadbent e Lindsay Duncan), lui professore universitario, lei insegnate di liceo che decidono di trascorrere il 30 anniversario di matrimonio nella romantica capitale europea, nonché luogo della loro luna di miele. Nick e Meg, pur essendo una coppia da molti anni, mantengono intatte le loro differenze e se Nick cerca in tutti i modi di semplificare le difficoltà, Meg appare inquieta e insofferente, come se questa vacanza rappresentasse una resa dei conti finale e non un modo per ritrovare l’idillio di un tempo. E così i primi contrasti nascono sulla scelta dell’hotel ad opera di Nick, che Meg trova assolutamente inadatto optando per una suite in pieno centro.

Il film è basato essenzialmente su dialoghi, come nella migliore tradizione del cinema francese, che ben presto si trasformano in amare riflessioni sul rapporto a due. Non mancano momenti esilaranti, ma siamo ben lontani dalla classica commedia, piuttosto ci troviamo di fronte ad una commedia drammatica, dal ritmo lento e pacato che a volte diventa difficile seguire. Non vogliamo dire che il film sia noioso, ma di certo le aspettative riguardo alla presentazione che ci viene propinata, vengono in parte tradite. Ed è un film che lascia l’amaro in bocca, dal momento che le crisi di coppia non riguardano solo i giovani, ma anche due persone con esperienza e molti anni di matrimonio alle spalle che si rendono conto di non essersi mai capiti del tutto. E sarà la comparsa di Morgan, (l’indimenticato e reddivivo Jeff Goldblum) un vecchio amico di Nick incontrato per caso, a rimettere momentaneamente le cose in ordine, dopo che i due coniugi saranno arrivati ad un vero e proprio punto di rottura. Ma questa riconciliazione, appare davvero destabilizzante e molto poco consolatoria. Ed è proprio per questo, che Michell ci rassicura trovando il migliore dei non finali possibili, lasciando la parola direttamente alla storia del cinema e nello specifico a Jean Luc Godard, uno dei padri fondatori della Nouvelle Vague.

Il film si chiude sulla scena di danza, proveniente direttamente da Band à part, celeberrima pellicola del 1964, citata da molti e particolarmente amata da Quentin Tarantino, che ha deciso di chiamare così la sua casa di produzione. La scena è una delizia per occhi e mente, un colpo di vento, che improvvisamente scaccia via attraverso quei passi predeterminati in avanti, indietro e di lato tutta la pesantezza del mondo e ci ricorda che il grande cinema non muore mai e noi spettatori, non potremmo trovare rifugio migliore.

Laura Pozzi

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