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Buoni a nulla // Gianni Di Gregorio

Gianni Di Gregorio è un personaggio atipico. Il suo esordio al cinema in qualità di regista-attore avviene nel 2008, all’età di 59 anni, con “Pranzo di ferragosto” una commedia lieve e garbata, che si rivela un autentico successo.

In effetti, il suo cinema (che per il momento comprende tre opere), propone qualcosa di diverso, pur raccontando storie semplici, con personaggi non certo giovanissimi, all’interno di contesti puramenti quotidiani. la semplicità è senza dubbio il suo asso nella manica, un valore nella società odierna, troppo spesso sottostimato che con Di Gregorio, trova finalmente la giusta collocazione e valorizzazione..

La storia è appunto semplice e vede nuovamente Gianni (interpretato dallo stesso regista) ormai prossimo alla pensione, che si gode questa lunga attesa passeggiando e godendosi in totale tranquillità il tanto atteso traguardo. Ma proprio, quando tutto sembra volgere per il meglio, ecco che la legge italiana con le sue pratiche burocratiche, ci mette lo zampino, mandando in frantumi il suo sogno. Infatti, dovrà lavorare per altri tre anni e per giunta in un ufficio decentrato, non facilmente raggiungibile. I cambiamenti, si sa provocano sempre turbamenti, sopratutto se inaspettati e il povero Gianni, si troverà costretto a riorganizzare la sua vita, ma sopratutto a rivedere il suo punto di vista sulle cose. Il suo carattere mite e accondiscendente, subirà una battuta d’arresto, quando capirà che a volte in questo mondo dire no non è soltanto necessario, ma è un modo per difendersi e garantire la propria sopravvivenza.

E così assistiamo ad una lenta metamorfosi, che bene o male ci riguarda un pò da vicino, visti i condizionamenti che a volte a causa di forza maggiore siamo costretti a subire nella vita di tutti i giorni. Ma Di Gregorio, tratta la materia con assoluta leggerezza, che ci fa teneramente sorridere, ma senza mai essere superficiale, anzi con sguardo ironico e pungente. E così senza neanche accorgersene, ci ritroviamo immersi, in un mondo e in situazioni che conosciamo benissimo e con cui dobbiamo fare i conti più spesso di quanto vorremmo (vedi la difficoltà dell’attraversamento pedonale o i disagi provocati da un Suv parcheggiato male).

Mancava un Gianni Di Gregorio nel nostro cinema e speriamo si mantenga sempre così giovane e al passo coi tempi, i suoi film sono davvero una ventata d’aria fresca, da cui è sempre piacevole lasciarsi travolgere.

Laura Pozzi

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