Buon compleanno, Darwin!

L’uomo nella sua arroganza si crede un’opera grande, meritevole di una creazione divina. Più umile, io credo sia più giusto considerarlo discendente degli animali. (Charles Darwin)

Oggi, 12 febbraio, si celebra il Darwin day, in occasione dell’anniversario della sua nascita nel 1809. Questa tradizione iniziò nel 1882 in Inghilterra poco dopo la morte di Darwin stesso. Attualmente, in tutto il mondo, in questo giorno si organizzano conferenze, incontri e dibattiti per evidenziare il contributo del famoso naturalista alla scienza e per promuovere le scienze in generale.

Questo è il link dove potete trovare gli eventi organizzati in tutto il mondo: http://darwinday.org

Qui trovate l’elenco con i relativi link per quanto riguarda le iniziative italiane: http://pikaia.eu/darwin-day-2015-in-tutta-italia/

Curiosando nel web ho scoperto in Italia l’esistenza di un evento che si vuole contrapporre al Darwin day: il Mendel day. Obiettivo dei promotori è, cito testualmente, ”fare divulgazione scientifica, teologica, filosofica e bioetica in modo onesto, affrontando i temi e la storia della scienza non ideologicamente e non selettivamente”. Si parla di “ricordare l’adesione dei più grandi scienziati della storia alla fede in un dio personale e creatore”.

C’è poco da fare, quando trovo argomenti del genere devo saperne di più, un po’ come quando facendo zapping trovi Masterchef, ti puoi anche innervosire ma non riesci a cambiare canale.

darwin mendel

Il primo pensiero che ho avuto è stato “Ok, adesso cerchi dove si riuniscono e vai a tagliargli la corrente”, poi “Non merita importanza, del resto, è organizzato da giornalisti dell’Avvenire”. Riflettendo meglio, ho capito.

Fin dalla pubblicazione de L’Origine delle specie, la teoria dell’evoluzione è stata al centro di un intenso scontro fra scienza e religione. Se c’è un paese che più di tutti ha avuto difficoltà ad accettare questa teoria sono gli Stati Uniti (attualmente si ritiene che il 33% degli americani non “credano” nell’evoluzione). In oltre 150 anni la teoria di Darwin è stata rinforzata dalle scoperte genetiche (Sintesi Moderna) e tuttora si sta evolvendo grazie alla biologia dei sistemi, alla biologia evolutiva dello sviluppo e all’epigenetica (Sintesi Estesa). Mentre i principi generali dell’evoluzione sono accettati e consolidati presso la comunità scientifica, il dibattito si è spostato su aspetti secondari.

Nel tempo anche l’antidarwinismo si è “evoluto”; dal creazionismo puro si è passati all’evoluzionismo teistico, alla teoria del disegno intelligente, al neoantidarwinismo. Si tratta di tentativi di dare supporto scientifico alle teorie di stampo creazionista pur di proporle come alternative a quella di Darwin e quindi renderle insegnabili a scuola nelle ore di scienze.

Le argomentazioni dei detrattori sono sempre le stesse; dalla presunta mancanza di prove della teoria evoluzionista alla impossibilità di validazione scientifica. Critiche che non intendo approfondire non solo perché personalmente le ritengo inconsistenti (guarda caso spesso sostenute da non esperti del settore) ma soprattutto perché sono considerate senza fondamento dalla comunità scientifica. Si contesta inoltre, e probabilmente questo è il punto che preme a molti, il fatto che la teoria dell’evoluzione sia usata per supportare filosofie atee e per dimostrare l’inesistenza di un dio.

Ecco, dev’essere proprio questo il motore della necessità di alcuni di attaccare la teoria evoluzionista.

Nell’antichità si credeva che un dio controllasse i fulmini, un altro dirigesse il corso del sole, un altro ancora scatenasse i terremoti, insomma un dio per ogni fenomeno naturale del quale non fosse ancora nota la vera causa.

Come è accaduto per questi fenomeni, anche la teoria elaborata da Darwin ha dimostrato che la scienza non ha bisogno di una divinità per spiegare quel che accade in natura ma questo non significa che abbia dimostrato l’inesistenza di una qualsiasi divinità. Anche perché una dimostrazione simile non ha molto senso da un punto di vista scientifico. Lo dico da atea.

Trarre spunto da una scoperta scientifica per sostenere un’idea è anche legittimo, ma confondere la suddetta idea con la scienza non è corretto.

Di conseguenza contestare valide teorie scientifiche per sconfessare l’ideologia che vi si appoggia è fuorviante.

Per questo mi si accappona la pelle quando sento parlare di “credere” nell’evoluzione, mi viene da rispondere “E tu credi nella gravità?”.

La contrapposizione fra Darwin e Mendel, poi, è ridicola. Mendel era di ambiente religioso, come tanti studiosi del tempo, perché all’epoca era il tipo di vita più adatto alla ricerca ed allo studio. E’ noto che i religiosi fossero tra le persone più istruite e tra le pochissime che avessero accesso a conoscenze accademiche. Ma Darwin stesso appare come un uomo che, da bravo scienziato, continua a porsi domande, sia sul piano scientifico che spirituale, piuttosto che come una persona che ha trovato risposte definitive.

E’ naturale che a tutt’oggi ci siano scienziati credenti, l’importante è che non antepongano la propria fede alla ricerca o che mischino i piani della scienza e della religione per trovare nell’una le conferme dell’altra.

Inoltre, come ho già scritto, la teoria dell’evoluzione è andata aggiustandosi nel tempo, proprio grazie alle scoperte nel campo della genetica.

L’utilizzo di figure importanti nella storia della scienza per giustificare le proprie credenze non ha nulla di scientifico ed è pericoloso perché in questo modo ai non addetti ai lavori sembra che ci si contrapponga come tifoserie. La realtà è che non c’è partita; da una parte, infatti, vi sono evidenze scientifiche e dall’altra tanti dubbi ed incertezze.

It’s evolution, baby 
(Pearl Jam)

 

Serena Piccardi

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