Birdman – Alejandro Gonzàles Inarritu

Un piano sequenza lungo 119 minuti, una colonna sonora affidata ad un unico strumento (i travolgenti colpi di batteria ad opera di Antonio Sanchez) e al centro lui, Riggan Thompson, che deve la sua fortuna e parte della sua identità a Birdman, supereroe mascherato che vola nei cieli di New York, in aiuto dei più deboli.

Detto così, sembra un esperimento cinematografico piuttosto stravagante e di dubbia riuscita, ma se al timone troviamo un certo Alejandro Gonzàles Inarritu, che affida i ruoli principali ad attori del calibro di Michael Keaton ed Edward Norton, non possiamo aspettarci che un film folle e imprevedibile. Il regista messicano, non delude le aspettative, anche se il più delle volte siamo abituati alle sue storie crude e melodrammatiche, questa volta spiazza tutti, virando verso la commedia grottesca, con una regia avvolgente e sofisticata.

Dicevamo che il film, a parte due stacchi che rappresentano visioni del protagonista, è girato in un unico piano sequenza, ossia l’azione non viene mai interrotta dal montaggio e questo rappresenta di fatto una scommessa che Innaritu, vince alla grande, perchè la sua storia rappresentata quasi completamente all’interno di un teatro, non dimostra il benchè minimo cedimento e l’attenzione dello spettatore è tutta concentrata sugli strambi personaggi che la abitano. Riggan Thompson, (un Michael Keaton perfetto) è un attore frustrato dalla sua stessa celebrità, che a un certo punto della carriera vuole dimostrare di essere qualcosa di più. Decide di puntare sul teatro e mettere in scena il racconto di Raymond Carver “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore”.

L’impresa è tutt’altro che semplice, sopratutto a livello di credibilità, dal momento che Thompon è per tutti un supereroe. Ma lo è sopratutto per se stesso, che non riesce a liberarsi di quel ruolo, che ormai rappresenta il suo alter ego. E non aiuta di certo avere una figlia ex tossica, una critica della più importante testata giornalistica di New York, che farà di tutto per distruggere lo spettacolo ed un attore stralunato, (Edward Norton, che vorremmo in ogni film) di inestimabile talento, ma che in nome della verità (solo ed esclusivamente scenica) rischia di mandare a monte l’intera rappresentazione.

Riuscirà il povero Thompson a portare a compimento l’ impresa e ad essere finalmente amato? Perchè pare che l’importanza di tutto (come dice lo stesso Carver) risieda proprio nella quantità d’amore ricevuto. Innaritu, non svela il mistero e propone un finale, che ognuno può leggere come vuole.

Nel 2002, insieme ad altri undici registi, l’autore messicano realizzò un film ad episodi dedicato agli attentati alle torri gemelle del 2001. La sua storia, filmava il momento in cui le persone intrappolate negli edifici, si lanciavano nel vuoto per evitare una morte ancora più tragica. Un episodio, per chi l’ha visto, difficile da dimenticare per crudezza e verosomiglianza. Ecco ci piace pensare, che proprio sul finale Birdman, spicchi il volo, per salvare quelle anime sventurate.

Laura Pozzi

Condividi:
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

© 2012-2019 virgoletteblog.it ideato da Filippo Piccini sito web realizzato da Riccardo Spadaro

Log in with your credentials

Forgot your details?