Meraviglioso Boccaccio – Fratelli Taviani

Il Decamerone, è una delle più importanti opere della letteratura italiana e vero e proprio fiore all’occhiello della nostra cultura. Pensare ad una trasposizione cinematografica è impresa ardua e decisamente inattuale, ma quando alla regia troviamo Paolo e Vittorio Taviani tutto è possibile.

Avevamo lasciato i due fratelli a Berlino, freschi vincitori dell’Orso d’oro nel 2012, con un docu film “Cesare non deve morire“, che aveva sorpreso tutti per la sua originalità nel rappresentare la messinscena del Giulio Cesare ad opera di alcuni detenuti di Rebibbia, che scoprivano improvvisamente, attraverso le parole di Shakespeare un modo nuovo d’intendere la vita. Il film, ha giustamente ottenuto consensi in tutto il mondo e probabilmente in virtù di ciò, i due registi hanno proseguito questo percorso.

Diciamo subito che nonostante le buone intenzioni, quest’ultima opera, non risulta essere meravigliosa, come ci si potrebbe aspettare dal titolo, ma è comunque lodevole, che in un’epoca come la nostra e in un paese come l’Italia che non valorizza a dovere la sua arte, ci sia ancora qualcuno che non perde le speranze e prosegue in direzione ostinata e contraria. E pensiamo che non sia un caso isolato, dal momento che anche Mario Martone con “Il giovane favoloso” uscito qualche mese fa, ha dato nuova luce ad un poeta quasi dimenticato come Giacomo Leopardi.

Avvalendosi di un cast di volti noti non tutti in parte (ma questo è un compromesso che accettiamo volentieri se corrisponde a più spettatori in sala) i Taviani, estrapolano dalla sontuosa opera cinque novelle, raccontate da dieci giovani che si riuniscono in una casa di campagna, per sfuggire la peste che attanaglia Firenze. La parte più riuscita è senza dubbio quella che mette in scena le storie, sopratutto per quanto riguarda scenografia e ambientazioni, che sembrano suggerire la grandezza del nostro patrimonio culturale, troppo spesso sottovalutato. L’importanza di questo film, sta proprio in questo ed è giusto parlarne il più possibile.

Sarebbe auspicabile che non solo i Taviani (che hanno già dato molto al cinema italiano), ma anche registi di generazioni più recenti, seguissero il loro esempio ed investissero il loro talento non solo in film di facile successo, ma anche in opere che aprissero nuovi orizzonti ai giovani d’oggi fagocitati dalla non cultura. Perchè se è vero che la bellezza salverà il mondo, non esiste posto più appropriato dell’Italia per attuare questo proposito.

Laura Pozzi

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