L’importanza evolutiva delle nonne

“Quand’ero piccolo amavo i vecchi, poi a un’età giovanile, non so, frequentavo i vecchi e non i giovani. Perché dai vecchi io apprendevo la saggezza, apprendevo e stavo a sentire quello che mi dicevano.”

Questo raccontava Eduardo De Filippo e non c’è che dire, la natura conferma. Sembra infatti che le orche anziane si rivelino importanti per il resto del gruppo, loro sanno dove trovare i salmoni quando serve!

Le femmine del genere Orcinus orca (tristemente chiamate Killer Whale nei paesi anglosassoni) sopravvivono per decenni dopo la menopausa, proprio come avviene nel genere umano. Non si tratta di una caratteristica comune in natura, nella stragrande maggioranza delle specie, infatti, la sopravvivenza femminile non supera di molto il termine della capacità riproduttiva.
Già perché, in termini di finalità evolutiva, alla fine dell’età riproduttiva non sarebbe vantaggiosa una selezione che favorisse una tale longevità. A meno che…a meno che le nonne non diano un altro tipo di contributo alla comunità.

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Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori delle Università di Exeter e di York in collaborazione con il Center for Whale Research di Friday Harbor, recentemente pubblicato su Current Biology, chiarisce il valore evolutivo della longevità delle orche.

Si era già notato che la presenza delle orche anziane aumentava i tassi di sopravvivenza dei piccoli del gruppo. Questo fenomeno potrebbe aver trovato una spiegazione nelle osservazioni dei ricercatori che, analizzando circa 35 anni di dati raccolti sulle popolazioni di orche, hanno constatato che le femmine in menopausa non solo sono depositarie delle conoscenze ecologiche del gruppo ma sono anche in grado di trasmetterle alle generazioni successive. Questo è particolarmente importante per la sopravvivenza in condizioni di scarsità di cibo, in tali momenti, le “nonne” possono condurre il gruppo verso aree con maggiore probabilità di trovare i salmoni, la loro preda preferita. La leadership delle orche anziane si esplicherebbe quindi durante i momenti di crisi, rivelando il ruolo evolutivo che la loro sopravvivenza ha per la specie.

Questo valore adattativo potrebbe essere valido anche per la specie umana. Gli autori, infatti, sostengono che, dal momento che l’aspettativa di vita delle donne nelle comunità di cacciatori-raccoglitori non era così breve come crediamo, anche la vecchiaia delle femmine del genere umano possa essere determinata da un esigenza adattativa.

Del resto la saggezza delle anziane del villaggio potrebbe rivelarsi fondamentale per popolazioni che non hanno altro mezzo di comunicazione che la trasmissione orale, informazioni come trovare materiali o fonti di cibo in condizioni di siccità potrebbero essere state tramandate proprio da loro.

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Se ci pensiamo bene, anche al giorno d’oggi, a chi andremmo a chiedere la ricetta della torta di mele? Chi potrebbe darci consigli, segreti e trucchi e non solo in cucina?

Di sicuro la nostra aspettativa di vita è aumentata a causa delle migliorate condizioni igieniche e dello sviluppo della medicina moderna, ma, personalmente, mi piace pensare che anche l’evoluzione abbia agito per salvaguardare le nonne.

La natura non fa nulla di inutile. 
(Aristotele)

 

Serena Piccardi

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