Roberto Ciotti / Storia di un Bluesman sul Tevere

Si può essere un maestro riconosciuto di musica Blues, senza essere nato sulle rive del Mississipi, ma su quelle del Tevere? Ebbene sì.

Ben tornati all’ascolto di una nuova puntata della rubrica di storia della musica, La Musica del Venerdì.

Quando l’ultimo giorno dell’anno 2013, ho sentito la notizia che se n’era andato, ci sono rimasto male, non perché lo conoscessi di persona, ovviamente, ma come spesso mi succede quando a morire sono artisti che stimo e di cui apprezzo il lavoro.

Sto parlando di un ragazzo romano nato verso la fine dell’inverno del 1953, che all’età di dodici anni, comincia a suonare la chitarra e decide di diventare musicista, dopo aver ascoltato in concerto il blues di Jimi Hendrix. Arriva al mitico Folk Studio di Via Garibaldi, nel 1971, quando De Gregori e Venditti erano ancora sconosciuti, ma è del 1978 il primo album solista “Supergasoline blues”.

In quell’anno inizia anche una collaborazione televisiva, con Renzo Arbore ne “L’altra Domenica”. Nel 1989 cura la colonna sonora del film “Marrakesh Express” di Gabriele Salvatores, per il quale scriverà le musiche anche di “Turnè” e “Mediterraneo”.

Come afferma lui stesso, in una ormai vecchia intervista, dall’inizio della carriera è passato da un Blues classico, a sonorità più Rock/Blues, per approdare poi ad un Blues caratterizzato da influenze più mediterranee.

In carriera pubblica dieci album. Il musicista Fabio Treves, suo amico, lo descrive come solare e divertente e per niente orso come poteva sembrare.

Se volete vederlo giovane con chitarra resofonica, armonica a bocca e moto Guzzi..

foto RC1

se volete vederlo qualche anno dopo, sorridente con barba..

foto RC2

infine se volete vederlo in una bella immagine Blues..

foto RC3

 

Con il suo brano più famoso “No More blue”

con la rockeggiante “Reason For The Blues”

con il brano “Me and the Wind” in un  live del 1996

 

Signore e Signori

ecco a Voi

il grande

Roberto Ciotti

Buon ascolto e buon venerdì

Fabrizio Savelli

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