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Cicerone o il regno della parola

Apriamo il sipario oggi a questa nuova avventura dedicata al mondo del teatro per “Cicerone o il regno della parola”, dal testo omonimo di Anna Foa e Vittorio Pavoncello, in scena il 3 maggio nella rinnovata, ma sempre suggestiva cornice del teatro India di Testaccio.

Dalla stessa regia di Vittorio Pavoncello, gli attori Giuseppe Alagna nei panni del filosofo Cicerone, Dario Biancone, Nicola De Leonardis, Arianna Ninchi, Daniele Ponzo e Stefano De Filippis si alternano sul palco a raccontare in un unico atto le vicende che seguirono l’assassinio di Cesare.

Siamo a Formia, un’alito di vita e di morte sulla brezza del mare, come la definirà lo stesso Cicerone descrivendo il suo luogo d’esilio dopo essere stato accusato dal Senato della morte di Cesare.
Due sicari si aggirano per i boschi intorno alla civitas romana. Terenzia e Quinto, familiari di Cicerone, preoccupati del pericolo tentano di convincerlo alla fuga.

cicerone o il regno della parola foto 2

Interno della villa di Formia: Cicerone pare non dare loro ascolto, accanto il discepolo Teocrito, simbolo dell’illuminismo greco, la forza della parola appunto a cui Cicerone non intende rinunciare. Nella seconda parte dello spettacolo Teocrito viene assassinato. D’improvviso ogni sicurezza nel cuore di Cicerone verrà irrimediabilmente sovvertita dal dolore.

La geometrica scenografia ideata da Salvatore Giunta si popola così delle anime nere dei fantasmi del passato; lo spettatore viene travolto nella dimensione onirica del filosofo, in un vortice shakespeariano, la macabra danza delle coscienze dei suoi nemici come corvi del tempo che fu.

Quest’opera ci ha avvicinato a temi politici e quotidiani, permettendoci inoltre di godere le atmosfere del mondo Greco Romano con i suoi ideali ma anche le sue contraddizioni.

Purtroppo per ora lo spettacolo non ha in previsione ulteriori date di cui certamente vi terremo aggiornati.

Marta Teti

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