Una settimana da Nobel

Lunedì per la fisiologia o la medicina, martedì per la fisica e ieri per la chimica.
Mentre la settimana dei Nobel volge al termine con i premi per la letteratura e per la pace, nelle Cronache Darwiniane approfondiamo il significato e la motivazione dell’assegnazione di tali premi, perlomeno, per quanto riguarda quelli di carattere scientifico!

Il premio Nobel, com’è noto, rappresenta un’onorificenza di altissimo livello, nonché un cospicuo premio in denaro. Ha origine direttamente dal testamento di Alfred Nobel, chimico ed industriale svedese che, prima della sua morte, ha deciso di destinare la totalità degli interessi maturati dal suo patrimonio (opportunamente investito) anno per anno per premiare chi si fosse distinto in determinati campi contribuendo al benessere dell’umanità.

Si ritiene sia una sorta di espiazione da parte di colui che inventò la dinamite; sembra infatti che la “scintilla” che lo spinse ad un tale gesto di filantropia fu proprio il tormento interiore per aver consegnato al mondo un innovativo e pratico modo per far esplodere cose e persone.

I premi per la fisica e per la chimica vengono assegnati dall’Accademia Reale Svedese delle Scienze, quello per la fisiologia o la medicina  dal Karolinska Istituet di Stoccolma, quello per la letteratura dall’Accademia di Stoccolma e quello per la pace da una commissione eletta anno per anno dal Parlamento norvegese.
In aggiunta al premio in denaro, i vincitori ricevono una medaglia d’oro recante l’effigie di Alfred Nobel da un lato, dall’altro la Natura con una cornucopia e un velo tenuto dalla Scienza ed un diploma personalizzato dalle mani del re di Svezia.

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Nelle scoperte scientifiche per assegnare il premio occorre che sia passato un discreto periodo di tempo dal momento in cui la scoperta avviene per valutarne l’impatto sul mondo scientifico, che sia chimico, fisico o medico. Non c’è da stupirsi, quindi, se alcuni scienziati non vengono neanche proposti per la nomina in quanto il premio non può essere assegnato postumo.

Andando per ordine cronologico di assegnazione vediamo chi è stato premiato e perché.

Lunedì, nell’ambito della fisiologia o medicina, sono stati premiati in tre: William C. Campbell e Satochi Omura per una terapia contro le infezioni causate da parassiti vermiformi e Youyou Tu per una terapia contro la malaria.

Le ricerche di Campbell e Omura hanno consentito la scoperta di una classe di farmaci per la lotta contro alcune malattie molto diffuse in Africa, Asia e Sudamerica: la cosiddetta cecità dei fiumi e la filariosi linfatica. Mentre la prima è un’infezione causata da un verme le cui larve vengono trasmesse da moscerini e porta alla cecità, la seconda è provocata da alcuni nematodi portati dalle zanzare e causa blocco della circolazione ed elefantiasi. Entrambe le malattie sono purtroppo molto comuni e localizzate in aree in cui diagnosi e farmaci sono poco disponibili.

Per quanto riguarda Youyou Tu la storia è meno recente; le sue ricerche, infatti, risalgono agli anni 60 e si protraggono fino agli inizi degli 80, quando la scienziata cinese è riuscita ad isolare l’artemisinina dalla pianta Artemisia annua e a dimostrare la sua efficacia nella lotta alla malaria. Youyou Tu è la prima donna cinese a vincere il premio Nobel.

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Martedì è stato il turno del Nobel per la fisica, conferito a Takaaki Kajita ed Arthur B. McDonald per la scoperta delle oscillazioni dei neutrini che mostrano che i neutrini hanno massa.

La storia del neutrino inizia molto tempo fa con il fisico tedesco Pauli che ne postula l’esistenza nel 1930; questo avvenne perché, nei calcoli relativi al decadimento nucleare di tipo beta mancava “qualcosa” che giustificasse i risultati sperimentali. Quel qualcosa doveva essere privo di carica elettrica e con massa nulla o trascurabile. Negli anni 50 arrivano le prime conferme dell’esistenza di queste particelle, negli anni 60 si inizia a parlare dei neutrini solari ma è solo verso la fine degli anni 90 che gli esperimenti capitanati da Kajita e McDonald mostrano che i neutrini oscillano e che, di conseguenza, hanno massa.

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Ieri, mercoledì 7 ottobre, è stato assegnato il premio per la chimica a Tomas Lindahl, Paul Modrich e Aziz Sancar per le loro ricerche sui meccanismi di riparazione del DNA.

Data la struttura delicata e l’importanza della stabilità della molecola del DNA, è evidente come l’esistenza di un sistema in grado di “aggiustare” gli errori sia fondamentale per i viventi. Meraviglie dell’evoluzione!
Lo svedese Lindhal ha dimostrato che il DNA è meno stabile di quel che si pensava; anche senza agenti esterni è soggetto al rischio di mutazioni potenzialmente dannose. Sia Modrich che Sancar si sono occupati dei processi di riparazione della molecola durante gli anni 80.

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Oggi è stato annunciato il vincitore del premio per la letteratura, Svetlana Aleksievic, e domani sarà il turno del Nobel per la pace, mentre per la premiazione, come da tradizione, occorre aspettare il 10 dicembre, anniversario della morte di Nobel.
Nel frattempo vivissime congratulazioni ai vincitori!!

Se riuscissi a spiegarlo alla persona comune, non avrei meritato il Premio Nobel. (Richard Feynman)

 

Serena Piccardi

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