Imprenditori si ribellano al pizzo e mettono KO il boss

Rivolta degli imprenditori di Bagheria contro il pizzo. Grazie alle loro denunce è stato inferto un duro colpo al clan del mandamento mafioso di Bagheria: i carabinieri hanno eseguito 22 provvedimenti cautelari (la maggior parte era già in carcere) a carico di boss ed estortori del mandamento mafioso di Bagheria. I reati contestati sono, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, sequestro di persona e danneggiamento a seguito di incendio. Dopo decenni di silenzio 36 imprenditori hanno trovato il coraggio di ribellarsi al giogo del “pizzo” e così è stato possibile tracciare la mappa del racket.  “Le indagini hanno evidenziato la soffocante pressione estorsiva esercitata da temutissimi capi mafia che, dal 2003 al 2013, si sono succeduti ai vertici del sodalizio mafioso”, dicono i militari dell’Arma. Gli estortori colpivano a tappeto, sono una cinquantina le estorsioni scoperte: dall’edilizia a ogni attività economica locale che portasse guadagni come negozi di mobili e di abbigliamento, attività all’ingrosso di frutta e di pesce, bar, sale giochi, centri scommesse. Tra gli imprenditori che hanno collaborato rientra la drammatica vicenda di un edile che ha racconta to di aver iniziato a mettersi “a posto” già negli anni ’90 e di non essere più riuscito a non pagare, vedendosi addirittura costretto per 10 anni a versare 3 milioni di lire al mese alla famiglia del reggente del mandamento mentre era in carcere, oltre a dover pagare al sodalizio significative percentuali dell’importo degli appalti aggiudicati. Da lì l’inizio di un’odissea che ha ridotto sul lastrico la vittima costringendola a cessare l’attività e a vendere anche la propria abitazione per far fronte alle perduranti richieste estorsive.

fonte: rainews24.it

Condividi:
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

© 2012-2019 virgoletteblog.it ideato da Filippo Piccini sito web realizzato da Riccardo Spadaro

Log in with your credentials

Forgot your details?