Legge di stabilità, bancomat e carte di credito anche per giornali e caffè

Utilizzo della moneta elettronica anche per i piccoli pagamenti, sotto i 5 euro. La proposta è contenuta in un emendamento del Partito democratico alla legge di stabilità, a prima firma di Sergio Boccadutri, presentato in commissione Bilancio alla Camera. La modifica prevede l’abbassamento dei costi relativi alle operazioni di pagamento tramite Pos, per consentire così di utilizzare le carte anche per acquistare giornali o pagare il caffè. Il valore massimo delle commissioni ”non potrà essere superiore a 7 millesimi di euro per ogni operazione”.

Per agevolare ulteriormente l’utilizzo della moneta elettronica si propone, inoltre, di eliminare la possibilità, da parte dei commercianti, di rifiutare pagamenti con bancomat e carta di credito per importi al di sotto dei 30 euro. Gli emendamenti saranno esaminati dalla commissione Bilancio a partire da domenica prossima.

Il Codacons promuove “a pieni voti” l’emendamento che consente il pagamento con carta di credito e bancomat anche per piccoli importi. Il presidente Carlo Rienzi sottolinea che “l’Italia è il fanalino di coda d’Europa. Mentre all’estero è consuetudine oramai da anni pagare anche il caffè con il bancomat, nel nostro Paese si registrano resistenze e ostacoli assurdi”. Basti pensare che oggi, rileva Rienzi, “la legge obbliga gli esercenti ad accettare pagamenti con carta di credito solo per importi superiori ai 30 euro, ma non prevede alcuna sanzione per chi impedisce ai consumatori di utilizzare strumenti di pagamento elettronici. Praticamente l’anarchia più totale a esclusivo vantaggio degli esercenti, che finora hanno beneficiato di tale lacuna normativa”. Per far sì che l’emendamento proposto oggi diventi un vero vantaggio per il Paese e per i cittadini, conclude il Codacons, “è necessario introdurre sanzioni pesantissime nei confronti di chi rifiuterà il pagamento con bancomat anche per piccoli importi”.

Per la Confesercenti, “un maggiore uso della moneta elettronica sarebbe senz’altro positivo – si legge in una nota – perché diminuirebbe i rischi e i costi connessi alla gestione del contante e andrebbe nella direzione di una maggiore possibilità di scelta da parte dei cittadini”. “Occorre però stare attenti ai possibili effetti collaterali per le imprese – avverte Confesercenti – infatti il previsto taglio delle commissioni sotto i 5 euro, efficace solo nel caso in cui sia totale, comunque non basta. La maggior parte delle attività commerciali vende prodotti di prezzo superiore, e l’aggravio portato dall’obbligo di bancomat potrebbe raggiungere, secondo le nostre stime, i 1.700 euro l’anno per impresa”

fonte: adnkronos.it

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