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Raid contro scuole e ospedali in Siria: 50 morti, anche bambini

Almeno 19 persone sono morte negli attacchi contro due ospedali in Siria. Un raid aereo ha colpito un ospedale ad Azaz, cittadina siriana nella provincia di Aleppo, vicino al confine con la Turchia,uccidendo almeno 10 persone. Lo riporta la Bbc, che cita medici e testimoni.

In precedenza Medici senza frontiere (Msf) aveva annunciato un raid contro un ospedale che sostiene a Marat Al Numan, nella provincia siriana di Idlib, con un bilancio di otto morti.

“Almeno sette persone sono state uccise e almeno altre otto mancano ancora all’appello e si presume siano morte”, si legge in una nota diffusa da Msf. Secondo il comunicato, che cita la testimonianza dello staff medico, “l’ospedale di Ma’arat Al Numan è stato colpito da quattro missili in due attacchi a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro”. “Tra le vittime – prosegue – ci sono cinque pazienti, un familiare e un guardiano dell’ospedale, mentre otto membri dello staff mancano all’appello e si presume siano rimasti uccisi. Anche di altri pazienti non si hanno notizie ma al momento non se ne conosce il numero. Nell’area sono state colpite altre 15 case e strutture situate in zone densamente popolate, tra cui sembra esserci un altro ospedale non supportato da Msf”.

“La distruzione dell’ospedale supportato da Msf sembra essere un attacco deliberato contro una struttura sanitaria” denuncia Massimiliano Rebaudengo, capo missione di Msf. “La distruzione dell’ospedale – aggiunge – lascia una popolazione locale di circa 40.000 persone senza alcun accesso all’assistenza medica in una zona in pieno conflitto”.

L’ospedale di Ma’arat Al Numan, da 30 posti letto, aveva due sale operatorie, un ambulatorio e un pronto soccorso e vi lavoravano 54 persone. L’ambulatorio visitava circa 1.500 persone al mese, al pronto soccorso erano registrati una media di 1.100 ingressi al mese, mentre nelle sale operatorie erano effettuate circa 140 operazioni al mese, principalmente di chirurgia ortopedica e generale. Msf supportava l’ospedale dal settembre 2015, coprendo tutte le esigenze della struttura, compresa la fornitura di materiale sanitario e i costi di gestione. Nel dicembre 2015, si era reso necessario il trasferimento dell’ospedale dalla posizione che occupava in precedenza a quella attuale a causa di tre attacchi subiti

fonte: adnkronos.com

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