Fmi: ora i governi taglino le tasse sul lavoro. In Italia barriere alla concorrenza

Più sforzi per le riforme: ora i governi taglino “il cuneo fiscale”e aumentino la spesa per le politiche attive del mercato del lavoro. È quanto sottolinea il Fmi in un nuovo capitolo sulle riforme del mercato del lavoro del World economic outlook.

“Le riforme che comportano uno stimolo fiscale sono le più preziose, compresa la riduzione del cuneo fiscale e l’aumento della spesa pubblica per le politiche attive del mercato del lavoro. Anche le riforme del mercato del prodotto dovrebbero essere la priorità”, afferma il Fondo nel documento. Il Fmi pone l’accento sulla successione delle riforme in modo che se ne possano ottimizzare gli effetti in base alla congiuntura economica. “L’impatto delle riforme del mercato del lavoro dipende dalle condizioni economiche”, sottolinea il Fondo, spiegando che “riforme fiscali strutturali nel mercato del lavoro, come la riduzione del cuneo fiscale e l’aumento della spesa per le politiche attive, sortiscono effetti maggiori in condizioni macro economiche deboli, in parte perché in genere comportano degli stimoli fiscali”.

Da qui la sollecitazione ai governi: “Ora è il momento giusto in molte economie avanzate per portare avanti ulteriori riforme dei prodotti e del mercato del lavoro: c’è un forte bisogno e c’è margine sostanziale per riformare, il contesto politico è favorevole, e tali riforme possono aumentare i potenziali livelli di produzione e di occupazione nel medio termine”.

Le riforme del mercato dei prodotti, spiega il Fondo “garantiscono risultati nel breve termine, mentre l’impatto delle riforme del lavoro varia a seconda del tipo di riforma e dalle situazione economica. Riduzioni delle imposte sul lavoro e aumenti di spesa per la manodopera attiva hanno effetti maggiori nei periodi di stagnazione economica, mentre riforme del regime di protezione del lavoro e degli schemi di indennità di disoccupazione sono utili in periodi di congiuntura favorevole e possono avere effetti negativi quando l’economia è debole”.

È dunque necessario porre particolare attenzione alla “priorità” e alla “successione” delle riforme, nonché “alle politiche macro necessarie – spiega – per ottimizzare i risultati nel breve termine nel contesto di persistente allentamento delle riforme nelle economie avanzate”.

“La persistente debolezza della crescita e la riduzione del margine di manovra nelle politiche macro hanno portato i governi delle economie avanzate a porre enfasi sulle riforme strutturali”, insiste ancora il Fmi, sottolineano l’esigenza di “politiche complementari – che – possono migliorare nel breve termine gli effetti delle riforme strutturali”. Per il Fondo in particolare le riforme del mercato del lavoro vanno integrate con alleggerimenti del cuneo fiscale, mentre la riforma del mercato dei prodotti potrebbe avere più effetto se supportata da interventi per “affrontare le debolezze nel settore bancario e industriale”.

In alcuni paesi, tra i quali l’Italia, la Germania e la Francia restano barriere alla concorrenza, sottolinea il Fmi. “Vi è l’opportunità di rafforzare ulteriormente la concorrenza nei settori di beni non commerciabili, inclusi alcuni segmenti dei settori a rete, e anche nel commercio al dettaglio e nei servizi professionali dove restano significative e abbastanza stabili barriere all’entrata in alcuni paesi, ad esempio Canada, Francia, Germania, Italia e Giappone”, si legge nel rapporto del Fondo. “Anche le riforme dei sistemi di protezione dell’occupazione potrebbero aumentare la produttività stimolando la riallocazione delle risorse tra aziende e settori”, si aggiunge nel testo.

fonte: adnkronos.com

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