Caso Uva, assolti carabinieri e poliziotti dall’accusa di omicidio preterintenzionale

La corte d’assise di Varese ha assolto i due carabinieri e i sei poliziotti dall’accusa di omicidio preterintenzionale nel processo con al centro la morte di Giuseppe Uva, deceduto all’ospedale di circolo di Varese nel giugno 2008 dopo aver trascorso parte della notte nella caserma dei Carabinieri. Dopo la lettura della sentenza gli imputati si sono abbracciati, mentre una parente dell’uomo è uscita dall’aula gridando «maledetti».

Secondo i familiari, parti civili nel processo, Uva avrebbe subito violenze da parte delle forze dell’ordine, dopo essere stato fermato assieme all’amico Alberto Biggiogero mentre, ubriaco, spostava alcune transenne nel centro di Varese. La Procura di Varese, invece, non ha riscontrato comportamenti scorretti da parte delle forze dell’ordine e, nelle scorse udienze, il procuratore Daniela Borgonovo aveva chiesto l’assoluzione.

«Finalmente è stata fatta giustizia», ha detto uscendo dall’aula un carabiniere, Stefano Dal Bosco, assolto assieme agli altri colleghi. «Eravamo tranquilli – ha proseguito – perché quella notte non è successo nulla e nessuno di noi ha commesso reati. Non poteva andare diversamente».

«Continueremo la nostra battaglia», ha detto Lucia, la sorella di Giuseppe Uva. La donna, parte civile nel processo, si è presentata in aula con una maglietta con stampata la foto del fratello e la scritta «Giuseppe Uva-aspetto giustizia».

fonte: LASTAMPA.it

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