Minoranza dem non firma per il referendum, Renzi: “Vi opponete a tutto”

“Su alcune questioni ci possono essere opinioni diverse, ma bisogna prendere atto che nel Pd c’è una parte che fa opposizione su tutto, dobbiamo prenderne atto”. Da Città del Messico Matteo Renzirisponde, in tempo reale, alla scelta di non firmare per il referendum costituzionale fatta dalla sinistra dem. “La scelta referendaria era stata presa tutti insieme ed era nata dal desiderio di coinvolgere i cittadini. Se qualcuno ha cambiata idea mi dispiace ma non conta, andremo comunque a chiedere il parere dei cittadini”, ha aggiunto il premier.

A spiegare la posizione della minoranza, poco prima, era statoDavide Zoggia, spiegando che non c’è stato un ordine di scuderia ma una “comune valutazione” sul fatto che la raccolta di firme per il referendum da parte della maggioranza sia, quantomeno, “un’anomalia costituzionale”.

Risultato: nessuno o quasi della minoranza Pd ha dato la firma per il referendum d’autunno. Al Senato qualcuno lo ha fatto, come Federico Fornaro “in coerenza con la posizione già assunta quando si parlava della modifica dell’art.138 con il governo Letta che prevedeva il ricorso al referendum”, spiega il senatore democratico. Ma in generale la ‘valutazione’ della sinistra dem è che la raccolta di firme spettava all’opposizioni e “non a chi ha già votato la riforma in Parlamento”, dice Nico Stumpo. Un’osservazione contenuta anche nel documento unitario (firmato da Gianni Cuperlo, Roberto Speranza e Sergio Lo Giudice) diffuso dopo l’ultimo passaggio delle riforme alla Camera. “Logica e forma imporrebbero” che il referendum “fosse richiesto da quanti a questa riforma si oppongono, fuori e dentro il Parlamento”.

“Nel partito c’è già un gran fermento organizzativo per il referendum costituzionale e molto meno – osserva Zoggia – per un appuntamento più vicino e non meno importante: le amministrative. I sondaggi non sono brillanti e dare l’impressione che il Pd snobbi le elezioni, non aiuta. Le amministrative possono avere riflessi notevoli anche sullo stesso referendum di autunno. Se si vuole chiamare i cittadini alla partecipazione, va fatto sempre. Non si può una volta prenderli a pesci in faccia” come per le trivelle “e la volta dopo blandirli”.

Intanto sono state in tutto 237 le firme raccolte tra i deputati della maggioranza e di Ala per il referendum. Le firme necessarie erano 126. come fa sapere il Pd della Camera. “Avremmo potuto andare anche oltre ma ci siamo fermati a questa quota. Nelle prossime ore consegneremo le firma in Cassazione”.

fonte: adnkronos.com

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