Primo maggio: concertone di Roma. Mattarella: “Creare lavoro”

Concertone Roma si apre in memoria di Regeni

“C’era un ragazzo di 28 anni… Si chiama Giulio Regeni e vive in ognuno di noi per chiedere giustizia e verità”. Si apre in memoria del giovane ricercatore italiano morto in Egitto la 26/a edizione del Concertone di Roma, in una piazza San Giovanni in Laterano che va lentamente riempiendosi. Dopo il ricordo di Regeni, con la foto sui maxischermi, il conduttore Luca Barbarossa ha intonato “Here’s to you”, di Ennio Morricone. Barbarossa ha poi salutato anche Taranto: “Non dimenticherò l’urlo di quella piazza. Taranto libera”. A metà pomeriggio gli organizzatori contavano circa 300 mila presenze, in continua crescita in vista della serata con gli artisti più amati.

Il via al Concertone, promosso dai sindacati e in diretta tv su Rai3 e su Radio2 e scivolato via senza intoppi, lo ha dato la Bandabardò. A scatenare la folla – che ha sfidato i nuvoloni grigi e le misure di sicurezza che sono state rafforzate – ci hanno pensato i Perturbazione, scesi dal palco per cantare con i ragazzi delle prime file, e i Modena City Ramblers con la Fanfara di Tirana, presenza quasi fissa dell’appuntamento romano. Il gruppo folk emiliano ha portato due tra i suoi brani più famosi e conosciuti: I cento passi e Bella Ciao. Sul palco anche Gianluca Grignani che si è schierato con il “popolo” (“io non sono né di destra né di sinistra”).

Ai brani degli artisti si sono alternati anche racconti di storie di vita vissuta, dalla preside della scuola nella Locride ai sindacalisti. I protagonisti della serata saranno Skunk Anansie, Fabrizio Moro, Tiromancino, Max Gazzè e Salmo. In programma anche un omaggio a Prince, Gianmaria Testa, Remo Remotti.

Il concerto di Roma, promosso da Cgil, Cisl e Uil ed organizzato da iCompany e Ruvido Produzioni, è la conclusione di una giornata che i sindacati, i cittadini ed anche le forze politiche ed istituzionali hanno dedicato ai temi del lavoro. Intanto con una manifestazione a Genova, poi con altre iniziative in diverse città ed al Quirinale con un forte messaggio da parte di Mattarella per il lavoro ai giovani.

Genova corteo nazionale sindacati

A Genova i leader confederali di Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto unitariamente al governo di mettere al centro delle riforme il lavoro, in termini di sicurezza, occupazione e riforma del settore pensionistico. Dai sindacati anche un monito a governo e Ue sulle politiche migratorie: “L’Europa chiusa e dei fili spinati non è l’Europa che vogliamo” ha detto il segretario Cisl, Furlan. Camusso ha ricordato invece l’edizione 2015 del Primo maggio a Pozzallo, luogo simbolo per l’arrivo delle ondate migratorie. La manifestazione nazionale di Genova si è conclusa alle 13 senza alcun incidente. Il corteo era iniziato sotto una pioggia battente.

Le richieste di Cgil, Cisl e Uil

Il valore del lavoro deve essere al centro dell’azione del governo chiedono Cgil, Cisl e Uil da Genova, “città multietnica e multiculturale – spiega la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan – con una grande storia mercantile e industriale, la cartina di tornasole dello stato di salute del paese”. I leader sindacali ricordano i morti sul lavoro, ultimi quelli di Carrara, e chiedono tutele e sicurezza. Richiamano governo e imprenditori a rinnovare i contratti, per restituire dignità ai salari, invocano la riforma della legge Fornero, sostengono la necessità di investimenti per favorire l’occupazione giovanile. Per il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo, il Paese non riparte “è fermo in stazione”, ed il sindacato “della proposta” è pronto alla protesta “quando non c’è risposta”; “siamo disponibili a discutere anche in piedi col ministro Poletti – dice il leader Uil – ma non in ginocchio”. La segretaria generale della Cgil Susanna Camusso chiede intransigenza per le “intollerabili” morti sul lavoro, attacca la precarietà cresciuta con la diffusione dei voucher, annuncia battaglie per le pensioni. La segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, grida “basta con il fiscal compact e le politiche del rigore”. “Noi – sottolinea Furlan – chiediamo una Europa federale dei popoli e del lavoro che è alla base della convivenza sociale e civile. Il lavoro unisce e dà dignità alle persone. Valori che sono il fondamento della nostra Costituzione come ci ha ricordato oggi il Presidente della Repubblica Mattarella”. “Non ci interessano le buste arancioni – aggiunge – vogliamo tante buste paga pesanti. Vogliamo che si cambi la legge Fornero perché non si può stare su una impalcatura a 65-66 anni. Cambiando la legge Fornero si può dare speranza a tanti giovani senza lavoro, raccogliendo il messaggio di speranza di Papa Francesco”.

Mattarella: “Creare lavoro”

Il lavoro è stato anche il tema principale del discorso del presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso della cerimonia al Quirinale per i cavalieri del lavoro. Il Capo dello Stato ha esortato la politica ad interventi sui temi del lavoro e dell’occupazione giovanile e delle donne. Mattarella ha anche ricordato il sacrificio dei due giovani ricercatori italiani Valeria Solesin e Giulio Regeni, uccisi nei mesi scorsi.

Manifestazioni in altre città

A Milano e Torino ci sono stati alcuni episodi di tensione nel corso delle manifestazioni dei sindacati autonomi.  A Milano alla manifestazione di Cigl, Cisl e Uil la festa dei lavoratori è partita da corso Venezia ed è arrivata dopo un’ora circa in piazza della Scala. Nel corso di una discussione tra un esponente di un sindacato autonomo ed un addetto alla sicurezza di un negozio aperto, un sindacalista è rimasto ferito. I sindacati a Milano, hanno criticato “il jobs act che non sta portando lavoro”, come ha detto Massimo Bonini della Camera del lavoro. “Non c’è stato quello slancio occupazionale annunciato, è inutile prendersi in giro e da chi governa abbiamo avuto in questi anni solo annunci e illusioni”.  “Gli industriali mettano i soldi per i lavoratori”, ha detto invece Danilo Galvagni, segretario generale Cisl Milano, nel chiudere la sessione di interventi dal palco.

Tensioni a Torino tra polizia e antagonisti

Corteo bagnato anche a Torino, dove hanno sfilato da piazza Vittorio verso piazza San Carlo in testa il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, e sindaco e vicesindaco di Torino, Piero Fassino ed Elide Tisi.  Momenti di tensione si sono registrati quando un gruppo di antagonisti, circa 150 persone, hanno tentato di deviare dal percorso della manifestazione. In piazza Castello anche una breve carica di alleggerimento da parte delle forze dell’ordine.

fonte: rainews.it

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