Unioni civili, Renzi: “Ho giurato sulla Costituzione non sul Vangelo”

La reazione della Chiesa alle unioni civili “era attesa. Io rispetto le opinioni di tutti, ma da politico ho giurato sulla Costituzione non sul Vangelo“. E’ quanto ha detto il premier Matteo Renzi a Porta a Porta. “La legge sulle unioni civili è una legge equilibrata e di compromesso. Non tutti possono esultare, ora è diventata realtà dopo tanti anni in cui altri chiacchieravano”. “La fiducia serve per verificare se si può andare più veloci ma è anche un rischio, ho detto che su questa cosa mi gioco la faccia del governo. Se non funziona, vai a casa”, ha aggiunto il premier.

PIZZAROTTI, AVVISO DI GARANZIA NON È SENTENZA – Nel rapporto tra giustizia e politica, ha detto Renzi, “il punto chiave è superare un limite del passato: considerare un avviso di garanzia come una sentenza. Ma non è una sentenza. Oggi ha preso un avviso di garanzia il sindaco di Parma, del 5 stelle. Va ribadito oggi che un avviso di garanzia non è una sentenza di condanna”.

MAGISTRATI E PRESCRIZIONE – “I giudici possono dire la loro su tutto, non ho problemi su questo” ha detto il premier.Sulla prescrizione, ha aggiunto invece, “non escludo la fiducia, siamo pronti a farlo. Ma non è questo il punto, non è questo il problema della giustizia”.

CON M5S PASSATI DA QUESTIONE MORALE A UMORALE – “Con il M5S siamo passati dalla questione morale alla questione umorale: dipende da come di sveglia Grillo o il figlio di Casaleggio, questo sì e questo no. Ma le sentenze le fanno i tribunali” ha detto Renzi.

FISCO E TASSE – “Nel 2017 le tasse scendono, non dico come finché i numeri non saranno chiari” ha detto il premier a Porta a Porta aggiungendo: “Non ci sono numeri certi sull’Irpef, dove si potrebbero ridurre gli scaglioni”. Quanto alla voluntary disclosure 2, ha detto, che “c’è uno spazio per poterci lavorare: è una ipotesi molto concreta”.

INTERCETTAZIONI – Sulla pubblicazione delle intercettazioni “ho sempre detto che serve un compromesso tra libertà di informazione e privacy”.

MIGRANTI, ARRIVI PASSATI DA 36MILA A 31MILA – Confrontando i dati degli ultimi anni, ha detto il premier, “i migranti arrivati in Italia sono passati da 36mila a 31mila”, ribadendo che in merito “bisogna avere una strategia di lungo periodo”.

fonte: adnkronos.com

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