Fiera internazionale dell’automazione: robot, droni e.. papere!

Questo sabato si concluderanno i cinque giorni tutti dedicati all’automazione che hanno calamitato l’attenzione di esperti del settore e curiosi di tutto il mondo sulla capitale svedese.

Parliamo di ICRA, acronimo di International Conference on Robotics and Automationla conferenza  della IEEE Robotics and Automation Society che si sta tenendo a Stoccolma proprio in questi giorni, dal 16 al 21 maggio 2016. Si tratta della più grande fiera al mondo nel settore dell’automazione e quindi di uno dei forum più importanti per la presentazione da parte dei ricercatori dei propri lavori.

Non sono solo i tecnici ad essere interessati all’evento, le novità nel campo della robotica, si sa, incuriosiscono grandi e piccini!

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Chi volesse approfondire le intrinseche relazioni fra papere di gomma e robot nella comunità scientifica trova più info qui.

Aldilà degli spunti divertenti, le novità presentate a Stoccolma saranno davvero decisive per i cambiamenti delle nostre vite nel futuro.

Il campo della robotica negli ultimi anni è in crescita come non lo è mai stato, il settore dell’automazione industriale si espande a un tasso del 11% annuo e, secondo la Wintergreen Research, il mercato dei robot industriali raggiungerà i 48,9 bilioni di dollari entro il 2021.

Si stima, inoltre, che nei prossimi quattro anni ci sarà un’impennata, soprattutto nelle vendite dei robot personali. Secondo la International Federation of Robotics questo specifico settore entro il 2018 aumenterà di 12 bilioni di dollari, con circa 35 milioni di unità vendute in tutto il mondo.

Tra le novità presentate alla fiera troviamo il robot che sa usare il cacciavite elettrico proposto dall’Università di Orleans, divenendo un valido aiuto per gli amanti del bricolage, il robot cameriere, in grado di maneggiare con delicatezza i bicchieri, il robot giardiniere, che controlla le nostre piante per identificare eventuali malattie o parassiti e molto altro ancora. C’è anche il robot, sviluppato dalla Columbia University, che stira; dotato di telecamera, questo robot è in grado di individuare le pieghe dei tessuti e stirarle.

Tutte funzionalità sicuramente comode ed utili per noi umani, anche se non fondamentali, direi. I robot possono, infatti, aiutarci in ben altro modo.

Proprio il settore delle macchine collaborative è, infatti, il protagonista di ICRA 2016. Per collaborative si intende in grado di lavorare a fianco dell’uomo, aiutarlo nelle fabbriche come nei supermercati. Tra le novità in questo campo troviamo mani robotiche capaci di confezionare pacchi e di afferrare oggetti dalla forma variabile. Appendici con capacità del genere saranno utilissime a futuri robot che lavoreranno con gli agricoltori, oppure a quelli che nei supermercati aiuteranno a preparare ed incartare i cibi.

Ma veniamo all’ambito forse più importante in cui l’automazione rivoluzionerà il nostro futuro, quello medico. I micro-dispositivi per la chirurgia rappresentano buona parte della ricerca e si stima che l’intero mercato dell’automazione chirurgica passerà da 72,2 milioni di dollari del 2014 a 2,2 bilioni nel 2021. Per non parlare dei dispositivi per l’assistenza fisica degli anziani e la riabilitazione, gli esoscheletri e le protesi robotiche che rappresentano altre tipologie, a metà strada fra il robot personale e il robot di stampo medico.

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Gli impieghi della robotica sono veramente tanti e alla fiera di ICRA 2016 vogliono affrontarli proprio tutti, dai robot con occhi perfezionati che consentono loro di vedere e quindi meglio interagire con gli umani a droni sempre più precisi, fino agli animali esotici robotici ed alle intelligenze artificiali, di cui abbiamo già parlato qui.

Non tutti sanno che il nostro paese è all’avanguardia nel campo della robotica, la nostra comunità scientifica ha punte di eccellenza nel settore rappresentate soprattutto da ricercatori appassionati e dotati di grande capacità inventiva (anche se con pochi fondi a disposizione..), capaci di realizzare soluzioni innovative a problemi non banali. Da Napoli a Pisa, da Torino a Parma, la penisola è costellata da centri di sperimentazione robotica, da scuole e, soprattutto, da ricercatori e ricercatrici di frontiera, che hanno fatto della creatività e della sperimentazione la loro missione.

Nell’attesa di essere affascinati dai video e dai resoconti di ricercatori e partecipanti al convegno di Stoccolma, ricordiamoci di tenere sempre a mente l’effetto che settecento anni di comodità automatizzata hanno avuto sull’umanità nello splendido film d’animazione WALL•E e.. non smettiamo mai di muoverci!

– Il robot è quasi perfetto. Gli manca solo un’anima.
– Ti sbagli, è meglio senz’anima. (Metropolis)

Serena Piccardi

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